Stilettate, frecciate e dissing a colpi di rap, in salsa barese. Non sono passati inosservati gli scambi velenosi tra Serena Brancale e i rappresentanti dell’hip hop barese, con Miss Fritty in prima linea, ora seguita anche da Mama Marjas. Al centro del contendere nessuna invidia commerciale per il successo mediatico della Brancale grazie alla sua hit “Baccalà”, ma la millantata, secondo Miss Fritty, appartenenza alla cultura underground e un dialetto barese semplificato, quasi fake.
E infatti l’apprezzamento verso la sua collega da parte della rapper non è mai mancato. Ma il rap è un’altra cosa. “Sei forte, quel che è giusto è giusto, ma il rap è altro”, dice Miss Fritty nel suo ultimo brano Gelatine, un italianizzato Ge La Tine. La rapper apprezza il percorso di Serena Brancale, che però si sviluppa nel Jazz. E per questo non accetta l’intrusione nel suo mondo. “Ma con chi ce l’hai? Con me? Io ti sbatto per terra”, continua il brano. Ma il diss in salsa rap è questo. Minacce e rivendicazioni che restano solo nelle rime di un brano. È la cultura underground. Che Miss Fritty intervistata da Telebari ha rivendicato e nella quale la Brancale poco c’entra.
Poi c’è la questione del dialetto/non dialetto, che proprio non va giù. “Ragazza non sei di Bari, si sente che sei di Ceglie” continua Gelatine accusandola di usare un dialetto impuro e quasi italianizzato.
Non meno pesante ci è andata Mama Marjas con l’accusa di appropriazione culturale, se così la si può mettere, in un brano nato apposta per rispondere alla cantante jazz. “O fai un tributo o sembra una caricatura”. Il riferimento è chiaro. Il botta e risposta continua sui social a colpi di musica, ma la sensazione è che la polemica non si sia ancora esaurita.




