Il gup del Tribunale di Bari Rosa Caramia ha assolto con formula piena da tutti i capi d’imputazione l’ex arbitro di calcio Gianluca Paparesta, accusato di bancarotta fraudolenta in merito al fallimento della Fc Bari Calcio 1908 – dichiarato a gennaio 2019 – di cui è stato presidente e amministratore unico dal 2014 al 2016. Nei confronti dell’imputato, che aveva chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, era stata la stessa procura nella scorsa udienza a chiedere l’assoluzione. Stando alle contestazioni, Paparesta era accusato di aver omesso il pagamento di imposte determinando un passivo di un milione e mezzo di euro, e inoltre omettendo voci di spesa nel bilancio del giugno 2015.
Nel corso dell’udienza di ieri, l’ex arbitro ha rilasciato spontanee dichiarazioni: “Tutto quello che ho fatto – ha esordito Paparesta – io so di averlo fatto nella massima buona fede e comunque rimettendoci economicamente tutti i miei risparmi, e non certo arricchendomi. Evidenzio che oltre ad aver versato nelle casse della società tutti i risparmi di una vita, durante la gestione, per far fronte ai gravosi impegni ho perso anche l’immobile utilizzato come mio studio professionale a Bari, acquistato con mutuo bancario insieme ai risparmi accumulati nel corso della mia carriera, ultradecennale, professionale e di arbitro di calcio internazionale”.
E ancora: “Lo stesso consulente tecnico del pubblico ministero, ha evidenziato come nel momento in cui ho avvertito la difficoltà economica in cui versava la società, ho immediatamente rinunciato al mio compenso di amministratore e soprattutto quando, non appena accertata, nel corso del secondo esercizio e non al termine come solitamente avviene, la presenza di perdite che avevano portato il capitale al di sotto del minimo legale facendo ricadere la società nelle previsione dell’art. 2447 c.c., in assemblea non mi sono solo limitato a proporre la ricostruzione del Vecchio Capitale sociale pari a due Milioni di euro ma l’ho portato a 7,5 milioni, aprendolo a terzi che avrebbero dovuto garantire un futuro solido alla società”.
“Come sempre il tempo è galantuomo – ha dichiarato l’avvocato Gaetano Sassanelli – e sa distinguere il bene dal male. Sa scegliere fra chi è portatore di valori e chi di disvalori, fra chi ha fatto certe scelte per passione e chi per vili interessi economici. E credo che questa sentenza, adottando la formula piena per tutti i capi di imputazione, abbia fatto le sue scelte”.






