Sarebbe riconducibile al rapporto “morboso” con la figlia e al forte rancore nutrito nei confronti della vittima – elementi richiamati più volte in conferenza stampa – il movente che avrebbe indotto il 59enne Salvatore Vassalli, operaio edile di Canosa incensurato, a colpire a morte il fisioterapista barese Mauro Di Giacomo. Una delle figlie di Vassalli infatti, nel 2020, aveva intentato una causa civile nei confronti del fisioterapista per responsabilità professionale, accusandolo di averle provocato in una seduta fisioterapica lesioni personali permanenti, accuse respinte dalla vittima che aveva invece negato ogni responsabilità. Vassalli detiene legalmente due pistole ma quella usata per l’omicidio, una calibro 7.65, non è tra queste e non è stata trovata.
LA TUTELA DELLA VITTIMA
Sarebbe quello della crudeltà un altro elemento emerso nella ricostruzione fatta dagli investigatori, perché l’omicida, dopo aver scaricato l’intero caricatore della sua pistola, avrebbe infierito sul corpo del fisioterapista morente, colpendolo ripetutamente col calcio dell’arma, come è emerso anche dall’esito dell’autopsia. Parlando delle indagini impegnative e del clamore che ha accompagnato lo scorso dicembre l’omicidio del fisioterapista, Rossi ha voluto precisare che in questo, come in altri casi, c’è uno strano fenomeno di ‘vittimizzazione secondaria’ che si diffonde e cioè l’idea che in fondo la vittima abbia responsabilità in quanto accaduto o che se lo sia andato a cercare”. “In questo caso sulla vittima si è detto di tutto – ha proseguito riferendosi a voci su presunte relazioni sentimentali o altro – le indagini hanno invece accertato la assoluta correttezza della sua vita personale. Lo dico perché questo indica un fenomeno che vediamo spesso in particolare nella violenza di genere e su cui è importante riflettere dal punto di vista culturale: la tutela della vittima e della sua incolumità morale”.
DELEGITTIMAZIONE GIUDICI PORTA AL FAR WEST
“La costante delegittimazione dei giudici e del sistema giudiziario comportano il rischio di arrivare ad usare la violenza per avere ragione invece di attendere le corrette dinamiche sociali. E cioè, se si pensa che si può fare a meno dei giudici o che i giudici come categoria non rispondono alle domande di giustizia, l’effetto è questo, il Far West, l’idea che ci si possa fare giustizia da soli, ed è una cultura molto pericolosa di cui vediamo gli effetti”, ha concluso Rossi.







