L’ultimo attacco è avvenuto questa mattina, nel suo terreno. I recinti divelti, i terreni violati, i suoi animali, pecore e agnellini riversi per terra, vittime dell’ennesimo attacco dei lupi. È la scena cui si è trovato davanti Michelangelo Schiavone, ispettore ambientale ma anche allevatore per tradizione familiare. Il suo dolore sui social è reale e sentito, lo sconforto enorme per non essere ancora una volta riuscito a difendere i suoi animali (solo animali d’affezione e non per sfruttamento) dalla furia dei lupi. Nonostante gli investimenti per il rinforzo della recinzione, nonostante l’attenzione nel controllo e nella cura. “Ho perso ancora! I lupi son tornati all’attacco. – ha scritto Schiavone sui social sfogando tutto il suo dolore – 12 mesi fa mi uccisero Pepe, in seguito rinforzai notevolmente i recinti. Nonostante ciò, oggi ho perso la mia affezionata Dolly e Frank. Cosa peggiore è ascoltare i pianti della piccola Spesy…che cerca la mamma invano. Oggi è una brutta giornata. Sento da oggi di non riuscire in nessuno modo possibile a tutelare i miei animali”.
Schiavone è sconfortato e affida ai social un annuncio, quello del suo abbandono dall’attività di allevamento. Forse uno sfogo momentaneo, di sicuro dettato dal dolore per la perdita dei suoi cuccioli: “Siccome non mi appartiene il senso di egoismo, decido che da oggi, pian piano toglierò tutti gli animali e chiuderò tutti i registri di allevamento. Ho sempre e solo allegato per affezione. Gli animali mi hanno salvato in questi anni con il loro profondo affetto. Ho superato momenti difficilissimi e in loro ho trovato un conforto senza uguali. Ora devo privarmi necessariamente di loro. Sono stanco”.






