“Tutto ha avuto inizio da un semplice colpo di tosse, un fastidiosissimo colpo di tosse tale da far sì che si formasse un piccolo nodulo nella mia gola. A quel punto mi preoccupo e vado al Pronto Soccorso il 6 settembre del 2023: una data che difficilmente dimenticherò…”. A raccontare la sua storia, in un messaggio girato alla redazione di Telebari e veicolato anche attraverso un post pubblicato sui social, è Vincenzo: un giovane uomo che, dopo aver sconfitto un brutto male, ha voluto fare un piccolo ma significativo regalo al reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari. Una ‘Campanella del Sollievo’ che potrà essere suonata dai piccoli pazienti alla fine di ogni battaglia vinta.
“Inizialmente – continua Vincenzo nel suo racconto – si pensava potesse essere una polmonite. Dopo, però, dall’esito della Tac, scopro altro. Ho una ‘formazione espansiva del diametro massimo di 9 centimetri localizzato in corrispondenza del mediastino anteriore, che tende a infiltrare il livello superiore destro avvolgendo a manicotto le diramazioni bronchiali. Altra formazione nodulare apprezzabile al livello del lobo medio destro con diametro massimo di 3 centimetri’. In parole semplici, ero pieno di masse tumorali dal collo fino all’altezza centrale del petto”.
“Non sono mai stato molto bravo a scuola – prosegue Vincenzo – e capirete bene che sentirmi leggere tale diagnosi non è stato semplice. In primis, perché non capivo cosa ci fosse scritto, e poi perché non mi sarebbe mai passato per la mente che la mia vita potesse cambiare a causa di una semplice tosse. Mai avrei immaginato che, nei mesi successivi, le mie preoccupazioni, che fino ad allora erano la ricerca di un lavoro e la creazione di una famiglia, potessero essere spazzate via da quella maledetta Tac. A 27 anni non è semplice capire che hai un linfoma non Hodgkin a grandi cellule B (primitivo del mediastino). Tutti i tuoi progetti di vita passano in secondo piano e l’unica preoccupazione è quella di non lasciare, e far soffrire, le persone che ami”.
“Inizia così la mia battaglia – spiega, ancora, il protagonista di questa storia -. Inizio a curarmi e fare la chemioterapia. La paura ormai era diventata una nemica fedele, mi era difficile chiedere aiuto, non è da me. In quei momenti è difficile accettare aiuto, non accetti la malattia e ti è difficile ammettere di essere malato. Non vuoi dare altre preoccupazioni, oltre alla notizia che già ti ha sconvolto e ha sconvolto tutti i tuoi cari. In un certo qual modo l’aver scoperto questo mio male ‘in tempo’, mi ha fatto tanto riflettere. Sì, le riflessioni, soprattutto durante i cicli terapici, risuonano in maniera insistente nella tua mente. Ho riflettuto su quanto sia importante la prevenzione. Prima non ci pensavo. Non perché non ci tenessi a me o alla mia vita. Semplicemente pensi: ‘Proprio a me deve succedere?’. La verità è che la prevenzione, e l’ho imparato sulla mia pelle, è di fondamentale importanza”.
“Il mio calvario in totale ha avuto una durata di 8 mesi – svela Vincenzo -, gli 8 mesi più lunghi della mia vita. Oggi, fortunatamente, sono fuori pericolo. Ci tengo a ringraziare in particolar modo il reparto e tutta l’equipe del DH Ematologia dell’ospedale Perrino di Brindisi e lo IEO di Milano, ringraziando calorosamente il dottor Maraglino. Con la mia testimonianza voglio dare forza e coraggio a tutti coloro che stanno combattendo una battaglia simile o uguale a quella che ho combattuto e vinto: auguro a tutti voi una pronta guarigione. Sono grato alla vita. E ho deciso di donare la ‘Campanella del Sollievo’ affinché possa simboleggiare la speranza a tutte quelle persone che stanno combattendo la loro battaglia. A tutti i loro cari, che sono indispensabilmente importanti”.
La campanella speciale, come detto, ha trovato posto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari. “La vita non si misura attraverso il numero dei respiri che facciamo ma attraverso i momenti che ci lasciano senza respiro – è scritto all’interno del quadro che compone il regalo -. Sorridi, questo è uno di quei momenti, visto che il tuo percorso di cura si è concluso ed è giusto annunciarlo al mondo intero attraverso il suono di questa campana. Falla suonare una volta per ciò che hai attraversato, suonala ancora per celebrare il presente poi ancora una volta per augurarti un futuro radioso”.







