L’estate con le alte temperature garantisce un tregua dalle infezioni invernali, la tanto odiata influenza, che ad ogni inverno costringe a letto migliaia di baresi. Ma i virus non vanno mai in vacanza: stagione che arriva virus che trovi, è proprio il caso di dire. Ed ecco che anche durante l’estate ci sono agenti patogeni che rimangono piuttosto vivaci, la conferma arriva dai dati epidemiologici. Occhio però anche al caldo, non sempre gli stati febbrili sono legati a infezioni, frequenti anche i colpi di sole o di calore. Ambulatori presi d’assalto in questi giorni per Adenovirus e virus gastrointestinali, le infezioni più diffuse in questo periodo, soprattutto per i pazienti in età pediatrica. Dunque ci si ammala anche sotto l’ombrellone, esempio tipico sono gli effetti dell’alga tossica che in elevate concentrazioni, favorite dalle temperature sempre più alte, può provocare sintomi come quelli dell’influenza, febbre inclusa, con dermatiti o congiuntiviti.
Ma come gestire gli stati febbrili in estate? In questo caso affidarsi al buon senso è la terapia migliore, quindi durante le ore più calde è meglio tenere i pazienti a casa, senza demonizzare l’aria condizionata, che può essere un’ottima alleata per abbassare il livello di umidità, perché la temperatura impostata non scenda al di sotto dei 25/26 gradi, ovviamente dopo essersi affidati a un consulto medico. Tra le infezioni svettano soprattutto le gastroenterite, in questi casi è importante prestare attenzione alla disidratazione.







