“Era sera e poi notte quando andava in scena il macabro film dell’orrore che ti vedeva tuo malgrado protagonista, a dispetto della tua vivace innocenza. Non dimentichiamo, mai”. Lo ha scritto in un post pubblicato sui social la sindaca di Andria Giovanna Bruno nel 24esimo anniversario dell’omicidio di Graziella Mansi, la bimba di otto anni violentata e bruciata viva il 19 agosto 2000 in un bosco a ridosso di Castel del Monte, alla periferia della città. “Oggi è caduta la pioggia sul tuo giaciglio. Anche il cielo ha pianto. Ancora. Dopo 24 anni”, aggiunge Bruno che manda “un abbraccio sempre affettuoso ai tuoi cari, piccolo angelo”.
Graziella, figlia di un venditore ambulante di frutta secca e di una casalinga, fu sequestrata ai piedi di Castel del Monte mentre riempiva un secchio d’ acqua a una fontanella pubblica. Ad adescarla fu Pasquale Tortora, che condusse la piccola nel bosco vicino col pretesto di farle vedere una cucciolata. Qui, secondo quanto accertato nel processo, la bimba fu presa in consegna da altri ragazzi che tentarono prima di violentarla e poi la bruciarono viva su un tappeto di foglie secche. Quattro ergastoli furono inflitti a Giuseppe Di Bari, Vincenzo Coratella (che si suicidò in carcere il 14 dicembre del 2008), Domenico Margiotta e Michele Zagaria. Pasquale Tortora, all’epoca ventenne, confessò e rivelò il nome dei suoi complici tutti poco più che ventenni, e fu l’unico ad essere giudicato con rito abbreviato. Qualche mese fa è tornato in libertà.

© Riproduzione riservata







