Abbandonati a se stessi. Capita spesso di incrociare per strada chi in quella stessa strada, purtroppo, ci vive: i clochard. Uomini e donne che, per problemi o per loro stessa decisione, si trovano a trasformare un pezzo di asfalto in giaciglio di fortuna. Via Giuseppe Suppa, viuzza tra Corso Italia e via Crisanzio, a due passi dall’Università di Bari, è ormai da tempo diventata “casa” per alcuni senzatetto: materassi, buste, coperte e cartoni adagiati per terra, a pochi centimetri dal marciapiede, in una piccola rientranza del muro che circonda il palazzo del Dipartimento di Scienze della formazione, psicologia e comunicazione dell’Università di Bari. “Bivaccano e, come spesso accade in queste situazioni, fanno i loro bisogni all’aperto, noncuranti della presenza della tanta gente che in quella zona ci passeggia, abita e lavora”, denunciano da tempo i residenti. Qualche giorno fa era stata posizionata perfino una specie di tenda, poi rimossa, per trovare un miglior riparo. A pochi metri di distanza dalla loro sistemazione di fortuna, si trova anche l’istituto scolastico “Mazzini-Modugno”: residenti e negozianti convivono da anni con questa situazione, che mal sopportano. Capita che i clochard si allontanino per qualche giorno ma, puntualmente, ritornano nello stesso posto.
“È uno scempio — racconta a Telebari un negoziante della zona —, non è possibile vedere queste situazioni. Vengono a dormire e lasciano per strada tutto quello che portano, senza contare che nelle vicinanze fanno anche i loro bisogni”. “È un porcile, — continua il negoziante — la gente che passeggia sul marciapiede si scansa e scappa perché ha paura. Questa è una strada vicinissima alla stazione, a dieci metri c’è una scuola frequentata da bambini, e attraversando la via c’è Piazza Cesare Battisti. I nostri locali sono classe A e paghiamo come fossimo in via Sparano”. La problematica, purtroppo, è in aumento in molte città. “Molti di questi senzatetto, purtroppo, non accettano di essere aiutati — dichiara a Telebari l’assessore comunale al Benessere sociale e ai diritti civili, Elisabetta Vaccarella —. Noi diamo tutto il supporto possibile, sono aiutati e monitorati in continuazione dal Pronto intervento sociale e dall’unità di strada, ma nel momento in cui offrono loro la possibilità di trascorrere la notte in una struttura, rifiutano, e noi, ovviamente, non possiamo costringerli. È un fenomeno che sta attraversando Bari in maniera più diffusa rispetto a qualche anno fa, ma che interessa tutta Italia”. “Il Comune di Bari fornisce tutta l’assistenza possibile, — conclude l’assessore Elisabetta Vaccarella —, ma non possiamo intervenire nelle loro scelte. Comprendo, comunque, tutto il disagio di residenti e commercianti. Cercheremo di convincerli e di trovare una soluzione, affinché almeno non lascino in zona cartoni o sacchi con indumenti che possono costituire un grosso disagio per i cittadini. Il rovescio della medaglia è che quelle sono le loro cose e che quella è un po’ come la loro casa. E, quindi, dobbiamo anche tenere conto di questo”.







