I dehors smontati all’ingresso di un locale. Qualche altra attività che si prepara a compiere la stessa operazione. I ristoratori baresi sono in stato di agitazione. A preoccupare la categoria è la questione delle occupazioni di suolo pubblico, in particolare per quei locali che utilizzano la parte esterna per posizionare tavolini, ombrelloni e strutture paravento. La nuova normativa sposta la competenza a concedere le autorizzazioni, prima in capo alle amministrazioni comunali e ai municipi, nelle mani delle soprintendenze ai beni culturali.
La diretta conseguenza è una dilatazione dei tempi per la concessione dei documenti. Un problema che in questi giorni ha costretto molte attività, soprattutto (ma non solo) nel centro storico, a smontare tutto, il più delle volte senza avere a disposizione spazio sufficiente per i coperti all’interno. Tra i punti controversi, sui quali puntano l’indice i titolari delle attività, c’è la decisione della Soprintendenza di imporre il distanziamento delle strutture di 1.20 metri dagli edifici retrostanti. Una prescrizione che l’Unione dei Ristoratori definisce incomprensibile, e rispetto alla quale l’organizzazione chiede un passo indietro.






