“Caro Luchino, provo a chiederti scusa anche per chi non lo ha mai fatto”. Inizia così un post pubblicato nelle scorse ore sui social da Giovanna Bruno. Un messaggio che la sindaca di Andria rivolge a Luca Di Schiena, andriese conosciuto in città come ‘Luchino’ appunto, deceduto nella giornata di ieri. Nel 2015, suo malgrado, aveva parlato di lui tutta l’Italia: era stato legato contro la sua volontà a un albero da cinque ragazzi, allora ventenni, diventando oggetto di scherno. Purtroppo, negli anni, non l’unico episodio di bullismo di cui era stato vittima.
Dalla sindaca, quindi, a nome della comunità andriese le scuse “per chi ti ha deriso, tante, troppe volte. Per chi ti ha raggirato, schernito. Per chi ti ha umiliato, fino a legarti ad un palo, in balia delle risate collettive o dell’indifferenza più totale. Reato prescritto, abbiamo letto di recente. Ma non si è prescritta la sofferenza, la ferita. Quella no”.
“Ti chiedo scusa per chi ti ha allontanato, invece che accoglierti – scrive ancora Bruno -. Per chi ti ha giudicato, invece che parlarti. Ascoltarti. E tu, nonostante tutto, ben oltre le tue fragilità, hai provato a permeare il tessuto umano di questa città, fino a diventarne quasi un simbolo, o comunque un ‘personaggio’. Conosciuto più o meno a tutti, senza dare mai fastidio a nessuno”.
“Provo a chiederti scusa anche per chi oggi ti ha fotografato da defunto, facendo girare la tua immagine – racconta la sindaca, rendendo noto quello che è stato evidentemente l’ultimo, ignobile, atto di bullismo perpetrato nei confronti dell’uomo passato a miglior vita -. Che senso ha? Che gusto c’è? È rispetto questo? Chiedo: è rispetto?!”.
“Fatela finita una buona volta. Facciamola finita. Ma dov’è l’umanità? Dove? Quando cesserà questa barbarie quotidiana? Ti chiedo scusa, Luchino, anche per chi non ritiene di doverlo fare – conclude la prima cittadina di Andria -. La terra ti sia lieve, finalmente. Un abbraccio alla famiglia”.







