Era atteso, previsto e prevedibile. Ladisa ha presentato ricorso al Tar per richiedere un’ordinanza cautelare urgente di sospensiva sul servizio di refezione scolastica anche sulle scuole del secondo lotto, che comprendono circa 3500 alunni a tempo pieno sul totale di 4500 in città. Il ricorso è stato notificato ieri, subito dopo che il Comune ha annunciato l’avvio della mensa per le scuole comprese nel secondo lotto (da Madonnella a Japigia, da Torre a Mare a San Pasquale), comunicazione cui hanno fatto seguito le circolari di molti dirigenti scolastici alle famiglie per confermare il nuovo orario prolungato.
Le scuole della città al momento sono divise in due. Quelle del primo lotto (Santo Spirito – Palese – San Paolo – Marconi – San Girolamo – Fesca – Libertà – San Nicola – Murat) sono partite ieri con il servizio garantito da Ladisa, sulla base della decisione del Tar della scorsa settimana, che ha accolto la richiesta di sospensiva urgente cautelare della stessa azienda e ne discuterà in seduta collegiale il prossimo 15 ottobre. Nelle scuole d’infanzia comunali comprese nel lotto 2 (Madonnella – Japigia – Torre A Mare – Carrassi – San Pasquale – Picone – Poggiofranco – Mungivacca – Carbonara – Ceglie – Loseto), invece, ieri è entrata l’ATI Solidarietà Lavoro Vivenda: primi pasti quindi negli otto plessi Glicine Bianco, Loris Malaguzzi, Ferrannini, Vittorio Veneto, San Michele, Speranza, Loseto e Saverio Lioce. La maggior parte dei comprensivi del lotto 2, invece, ha comunicato l’avvio della mensa e del tempo pieno da lunedì 14.
Ieri sera, però, Ladisa – era prevedibile – ha presentato ricorso al Tar anche sul lotto 2, come confermano la stessa azienda ricorrente e il collegio difensivo di Vivenda (composto dagli avvocati Benedetto, Perrone, Notarnicola, Cintioli e Lo Pinto), che avrebbero già fornito ieri stesso la prima documentazione al tribunale amministrativo sullo stato delle cose. Un altro colpo di scena, dunque, nella complessa vicenda mense scolastiche a Bari. I genitori, intanto, partono oggi con la protesta ‘diffusa’ davanti alle scuole, per poi confluire tutti martedì 15 ottobre in un grande sit in davanti a Palazzo di città, con un simbolico pranzo a sacco collettivo.







