Le previsioni meteo del colonnello Vitantonio Laricchia non lasciano spazio a dubbi: nel weekend, almeno nella zona del Barese, arrivano pioggia e freddo. “Ombrelli al seguito e abbigliamento autunnale”, sono i consigli che l’esperto meteorologo ha dispensato ai microfoni di Telebari, ma quando sarà possibile accendere i termosifoni in casa? La risposta, come sempre, varia a seconda del comune di residenza. L’Italia, infatti, è divisa in 6 zone climatiche. E dunque i periodi e le ore in cui i termosifoni potranno restare accesi cambiano di zona in zona, anche nella stessa regione e perfino nella stessa provincia.
Attraversando la Puglia si può passare da una zona climatica E – solo nel Foggiano, in tutto 18 comuni – a una zona contraddistinta dalla lettera C – quella più diffusa, in quasi tutte le province pugliesi – passando per la zona D – zero comuni in Salento, ma complessivamente più di 50 nelle altre province – dove si deve fare i conti con start e stop diversi nell’ambito del periodo in cui è consentito accendere i termosifoni, ma anche con un monte ore differente nella sfera dei limiti giornalieri. Nel Barese, nello specifico, ci sono 16 comuni che rientrano nella zona C e ben 25 comuni in cui il riferimento da prendere è quello della lettera D.
Rientrano così nella zona C, con gli impianti di riscaldamento che potranno essere accessi dal 15 novembre al 31 marzo per un limite massimo di 10 ore giornaliere, i seguenti comuni: Bari, Bitetto, Bitonto, Bitritto, Capurso, Cellamare, Giovinazzo, Modugno, Mola, Molfetta, Monopoli, Noicattaro, Polignano, Rutigliano, Triggiano e Valenzano.
Rientrano invece nella zona D, con gli impianti di riscaldamento che potranno essere accessi dall’1 novembre al 15 aprile per un limite massimo di 12 ore giornaliere, tutti gli altri comuni della provincia: Acquaviva, Adelfia, Alberobello, Altamura, Binetto, Casamassima, Cassano, Castellana Grotte, Conversano, Corato, Gioia del Colle, Gravina, Grumo, Locorotondo, Noci, Palo del Colle, Poggiorsini, Putignano, Ruvo, Sammichele, Sannicandro, Santeramo, Terlizzi, Toritto e Turi.
L’ultima parola spetta comunque ai singoli Comuni, che possono agire in deroga nel caso in cui ci siano particolari esigenze dettate dal troppo freddo o, al contrario, da temperature ancora troppo elevate (a Bari, di recente, è capitato). In casa, però, secondo quanto stabilito dalle disposizioni la temperatura massima deve essere di 19 gradi, con una tolleranza di 2 gradi.







