“Che senso ha chiamarlo ‘giardino Mimmo Bucci’? Chiamatelo giardino dei cani…”. È l’ultimatum di una donna che chiede coerenza ad un’amministrazione che le ha promesso ordine. È l’ultimatum di una mamma che non ce la fa più a vedere il giardino intitolato al proprio figlio scomparso trasformato in un pezzo di terra in balia di animali e vandali. E Franca Lozito promette: non c’è più tempo, o il giardino torna ad essere un luogo di pace dedicato a bimbi e anziani o quella targa con il nome di Mimmo smetterà di essere lì.
“Vorrei togliere la targa – conferma ai microfoni di Telebari -. Se la situazione non cambia, mi munisco di scala e cacciavite e tolgo le targhe”. Non chiede molto Franca: solo che il divieto di accesso ai cani, deciso e inciso sul cartello sistemato all’ingresso da Palazzo di Città, sia fatto rispettare. A fare le spese di questa cattiva gestione dell’area verde anche l’albero di carrubo piantumato lo scorso 14 maggio per ricordare il giovane cantante a 17 anni dalla sua scomparsa e, insieme a lui, tutte le vittime della strada. Qualche settimana fa anche i residenti della zona avevano lanciato una petizione per chiedere più controlli delle forze dell’ordine.







