Circa 400 euro per un monolocale, si sale a 600/650 per un bivani e un trilocale nella zona Carrassi-Poggiofranco e zona Policlinico. Sono le stime analizzate dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa sui contratti di locazione a Bari, per gli studenti universitari. Prezzi alti, in aumento rispetto agli anni precedenti anche a causa della carenza di offerta causata dalla preferenza per gli short rent. Una situazione comune in diverse metropoli italiane dove è presente un istituto universitario. Dalle analisi di Tecnocasa emerge infatti che, nel primo semestre del 2024, il 4,6% dei contratti di locazione stipulati dalla rete ha interessato studenti universitari, la cui necessità di posti letto per studenti sta portando a un aumento degli interventi di student housing. Da Milano a Torino passando per Bologna, Roma e Firenze sono numerose le operazioni ultimate e ancora in essere, ma non ancora sufficienti a coprire l’importante domanda.
A livello nazionale Bologna primeggia con il 30,4% di chi prende in affitto una casa per motivi di studio, a seguire Genova e Milano con il 16,7% e il 14,1%. Le tipologie più locate dagli universitari sono i bilocali (36,9%) e i trilocali (23,9%). Rispetto a un anno fa si nota un aumento della percentuale di affitto di quattro locali. Questo risultato potrebbe essere dovuto alla netta preferenza per la camera singola, prevalentemente per una questione di privacy. La scelta della camera doppia avviene quasi sempre tra persone legate da parentela oppure tra amici. Succede spesso, infatti, che gruppi di amici si presentino nelle agenzie del Gruppo per trovare un appartamento da condividere. La casa con due camere e due bagni è una soluzione che incontra spesso il favore dei ragazzi.
Fondamentale la vicinanza alle facoltà universitarie (o all’ospedale per chi studia medicina), motivo per cui raramente i ragazzi si spostano nell’hinterland delle grandi città per trovare l’immobile adatto. A seguire, la tranquillità della zona, la presenza di attività commerciali e di mezzi di trasporto che consentono di raggiungere le zone universitarie quando distanti. Sempre più si cercano abitazioni in buono stato e arredate. È sempre più difficile affittare le soluzioni in cattivo stato di manutenzione, come spesso accadeva in passato; i potenziali inquilini sono diventati molto più esigenti. Il collegamento internet e wi-fi è apprezzato, ma non indispensabile.
Anche la luminosità dell’appartamento gioca un ruolo importante nella scelta. Con gli studenti si stipulano soprattutto contratti transitori annuali (64,4% dei contratti che interessano questa categoria di inquilini) e a canone libero (28,2%). Si chiede ai genitori di fornire garanzie con documentazione reddituale. Capita spesso che, dopo un anno in cui si è in affitto, se i ragazzi confermano la loro scelta accademica, i genitori decidano di acquistare la casa, opzione ancora più probabile se i figli che studiano fuori sede sono più di uno.







