“Ogni suo gesto di cura, ogni parola di conforto che ha speso in questo luogo di dolorosa necessità, sono state un seme piantato nel cuore dell’umanità”. È quanto si legge sulla targa posizionata accanto all’ingresso del Pronto soccorso del Policlinico di Bari che da oggi porta il nome di Vito Procacci, il direttore dell’unità operativa di Medicina d’emergenza-urgenza dell’azienda ospedaliera-universitaria morto nell’agosto scorso per un malore improvviso.
“L’intitolazione è un po’ un atto dovuto, perché molti anni fa, quando ristrutturammo questo pronto soccorso e gli altri delle principali città pugliesi, il modello di riferimento fu proprio questo del Policlinico di Bari che è stato in gran parte studiato e voluto da Vito Procacci. In questo modo speriamo di riuscire a ringraziarlo in morte per tutto quello che ha fatto per noi in vita”, ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Per il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, Procacci ha reso il reparto “un punto di riferimento per l’intera comunità, fornendo all’area metropolitana di Bari e a tutta la Puglia un servizio di grande valore, sia umano che professionale”. Una delle idee avute dal dirigente medico è stata l’infermiere di processo pensato per ridurre la conflittualità tra medico urgentista e familiari dei pazienti, dando informazioni ai pazienti che sono in attesa di essere visitati e ai loro parenti che chiedono delucidazioni percorso diagnostico.
”Vito – ha continuato Sanguedolce – ha sempre messo al primo posto la dignità del paziente, prima di tutto riconoscendone l’unicità e le singole esigenze, e poi coinvolgendoli nel processo decisionale riguardante il loro percorso di cura”. “Il nostro pronto soccorso è e sarà sempre aperto ai giovani. È il luogo di formazione e crescita dei nuovi specializzandi che imparano qui a sporcarsi le mani, ad amare questo lavoro meraviglioso, a fare didattica, ricerca”, ha concluso il direttore del reparto, Francesco Incantalupo.







