C’è chi teme contraccolpi a causa delle regole introdotte dal nuovo Codice della Strada, chi invece si dichiara relativamente tranquillo e attende, nelle prossime settimane, ulteriori sviluppi. Su un argomento però sono tutti d’accordo: l’ipotesi di fornire i caschi per gli utenti è davvero remota, se non impossibile. Parliamo dei gestori del servizio di sharing per monopattini che operano a Bari – le società Bit Mobility, Dot e Lime – interrogati sui risvolti delle nuove norme che – tra le altre cose – obbligano i fruitori dei monopattini all’utilizzo del casco.
Parla di atti di vandalismo e furto dei caschi Camilla Bertaiola, Public Affair per Bit Mobility, forte di una sperimentazione già effettuata anni fa in alcuni comuni: tutti rovinati o spariti i circa 200 caschi forniti agli utenti. “Siamo molto preoccupati – questo il commento -, alcuni player potrebbero essere costretti ad abbandonare il mercato”. Si attendono in ogni caso i primi numeri ufficiali, le prossime settimane saranno decisive per valutare la reazione dell’utenza alle nuove regole e dunque tracciare un primo trend.
“Per legge il monopattino non ha seduta quindi non possiamo metterlo sotto il sellino – specifica Andrea Giaretta, vice presidente per Southern and Western Europe and Middle East di Dot – non ha neanche un baule, non un portapacchi o un portabagagli, dunque di fatto è una misura che rimane inottemperabile. Ci aspettiamo una serie di modifiche ed emendamenti – continua – che vadano a ritarare la questione magari definendo anche quali sono gli ambiti di sicurezza entro cui il casco può o non può essere necessario”.
Sulla stessa linea il responsabile per le Relazioni Istituzionali Italia di Lime Enrico Stefano, che parla di estrema confusione sul tema e auspica, in tempi brevi, non solo l’avvio di campagne informative ma anche l’apertura di un dialogo con le amministrazioni comunali. E l’incontro a Palazzo di Città è già fissato: oggi pomeriggio, infatti, l’assessore comunale alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi, ha invitato i gestori del servizio per comprendere in che modo le società stiano recependo le nuove direttive e capire insieme come muoversi. Sarà importante anche per via del nuovo bando per l’affidamento del servizio di sharing che coprirà la città di Bari da ottobre del 2025 in poi.







