Nella piccola cappella situata nell’edificio dell’Autorità di Sistema Portuale, dinanzi all’ingresso del porto di Bari, è stato provvisoriamente rimosso, a causa di lavori interni di ristrutturazione, un monumento che, in un tempo lontano, era molto conosciuto e venerato dai baresi: la statua di San Nicola “nero”, o meglio, “Sanda Necole gnore”, come viene chiamato dai fedeli baresi sin dai tempi antichi, ovvero il Santo Patrono raffigurato con il volto di colore nero.
La statua conserva un’antica leggenda: nel 1809 un gruppo di marinai baresi, di ritorno dall’Oriente, stava rientrando nel porto di Bari, quando vide improvvisamente in mare una botte di legno; la raccolse e, una volta aperta, trovò all’interno una statua lignea di San Nicola dal volto nero, con grande meraviglia e stupore degli stessi marinai che, rientrati nella città vecchia, diedero inizio al culto. La storia vuole, dunque, che San Nicola “nero” sia arrivato dal mare. Quel mare tanto caro al Santo protettore dei marinai. La statua venne accolta con grande gioia dai baresi, i quali a fine maggio (i festeggiamenti principali ricorrevano nell’ultimo sabato del mese) gli dedicavano una grande manifestazione popolare, culminata negli anni venti e andata avanti sino agli anni cinquanta, intitolata la “Festa de Sanda Necole gnore”: una lunga processione, con la statua di San Nicola “nero” che faceva tappa sul molo e nella Chiesa di Santa Teresa delle Donne per un canto religioso, e grandi festeggiamenti nel borgo antico con bande musicali, luminarie e attrazioni come l’albero della cuccagna, una manifestazione a premi che si teneva sul molo del porto, dove i più coraggiosi si arrampicavano in cima a un altissimo palo, circondati da una folla di numerosissimi baresi che si riversava sul lungomare in occasione della sentita festa.
La statua fu collocata inizialmente nella Chiesa di San Gregorio, mentre nel 1858, negli anni di costruzione del porto, venne portata in una cappella ai piedi della muraglia. Successivamente, nel 1938, fu inserita in una piccola stanza della sede dell’Autorità Portuale di Bari, dove è tuttora custodita. Fu messa proprio di fronte al mare, come segno di saluto e benedizione ai marinai che partivano e rientravano con le loro barche. Qualcuno definisce quel colore, il nero, quello del volto originale del Santo di Myra. La piccola cappella oggi è spesso chiusa, venendo aperta solo in qualche occasione, ma la statua del Santo “nero” si può intravedere da una vetrata.
In questi giorni, però, i baresi si sono accorti che la statua è scomparsa dal suo posto, in attesa di essere ricollocata a lavori completati. Quella di San Nicola “nero” è una figura meno conosciuta rispetto a quella del Santo Patrono venerato dai baresi, e che negli anni ha perso l’importante considerazione di un tempo. Resta, però, una statua ricca di affascinante storia.







