“T piasc o presepio?”.
“No, non m piasc”.
Così rispondeva Tommasino a suo padre Lucariello nell’immortale commedia teatrale di Eduardo De Filippo “Natale in Casa Cupiello”. Il presepe è simbolo delle festività natalizie, non c’è dubbio e non c’è storia. Ma i tempi sono in continua evoluzione e non si può fare a meno di notare e raccontare le statuine innovative che di anno in anno hanno preso il posto della Santa Famiglia sotto capanne, tra muschi e casette di antichi mestieri.
Da “Wanted Record” a Bari, storico negozio di dischi in via Giuseppe Bottalico, si va ben oltre la modernità più bislacca che ci si aspetta di ritrovare nei presepi coloriti di Spaccanapoli. In questo tempio della musica, tra vinili di nicchia dei Beatles e degli Iron Maiden (solo per citarne alcuni), trova spazio una grotta sui generis, in cui non c’è ombra del bambinello, di pastori e dei Re Magi. Infatti, al posto della natività sotto la capanna costruita da Giovanni Verini Supplizi, proprietario del negozio, spiccano le action figures di tutti i più grandi musicisti e cantanti della storia del rock: da Elvis Presley a Marilyn Manson, fino ai protagonisti dei film horror iconici per gli appassionati del genere. Hannibal Lecter e Freddy Krueger sono in posizione d’attacco, tra ragnatele, teste mozzate e chitarre.
Un presepe fuori dal comune, dissacrante, ma che nasce da un’esigenza di ironia. Quella boccata d’ossigeno che aiuta a prendersi meno sul serio. E chissà, magari questo presepio rockettaro al giovane Tommasino di De Filippo piacerebbe!






