Una gita tra gli scavi archeologici di Pompei, un’immersione sott’acqua e una camminata nello spazio tutto senza muoversi di un centimetro. Fantascienza? Non per gli studenti del Liceo ‘Arcangelo Scacchi’ di Bari. Come? Grazie alla realtà virtuale. Si tratta di progetto inaugurato dall’istituto Scacchi quest’anno scolastico e reso possibile agli acquisti effettuati con i fondi del PNRR “Scuola 4.0”, Classroom e Labs. A parlare con Telebari è la dirigente scolastica del Liceo Scacchi, Chiara Conte: “L’Aula Immersiva e la Realtà Virtuale e/o Aumentata sono elementi di assoluto interesse per il Futuro dell’Apprendimento giacché la formazione, funzionale al mondo che ci si prospetta in continuo divenire, è in costante evoluzione, e le tecnologie immersive rappresentano una frontiera affascinante per innovare i metodi di insegnamento e apprendimento”. La scuola del presente, e quella del futuro, è una scuola che adotta sempre più modelli di apprendimento e educazione che si servono di strumenti e tecnologie legati all’intelligenza artificiale e non solo. Strumenti didattici inimmaginabili per le generazioni precedenti, ma che sicuramente stimolano la formazione di ragazzi ormai immersi in una realtà virtuale, fluida, ‘sociale’ (laddove intendiamo prendere in prestito il termine dall’inglese ‘social’). Inforcati gli occhiali o, meglio, i visori VR, gli studenti del liceo barese, che quest’anno ha compiuto 100 anni, hanno vissuto un’esperienza unica camminando tra gli affreschi di Pompei, teletrasportandosi per un momento in quelle vie durante la quotidiana degli antichi romani.
“Abbiamo poi esplorato le profondità marine scoprendo creature affascinanti e la fragilità dei nostri oceani ed, infine, abbiamo viaggiato nello spazio, ammirando la vastità dell’universo e i pianeti del nostro sistema solare”, continua la dirigente Conte. “Le generazioni precedenti hanno dovuto fare affidamento esclusivamente alla propria fantasia e a qualche foto bidimensionale e, in un caso come nell’altro, entrambe queste modalità sono ben distanti dalla realtà effettiva delle cose – commenta con noi la preside – L’aula immersiva, dotata di visori per la realtà virtuale (VR) e aumentata (AR), offre un’esperienza educativa coinvolgente e personalizzata, superando i limiti della didattica tradizionale – continua la preside Conte – Così lo studente, da destinatario spesso passivo di informazioni, diventa protagonista attivo del proprio apprendimento perché, per esempio, può vivere la vita nell’Atene del V secolo prima di Cristo, oppure seguire dall’interno lo sviluppo di un organismo unicellulare eucariota e ancora passeggiare nell’universo per vedere da vicino i diversi tipi di stelle. Insomma, lo studente è fortemente stimolato a esplorare, sperimentare e costruire le sue conoscenze attraverso simulazioni realistiche, esperimenti virtuali e interazioni con ambienti 3D”.
In questo modo è possibile dare concretezza a concetti complessi come quelli legati a fenomeni scientifici o eventi storici e superare il limite spazio-tempo esplorando luoghi lontani, assistere a eventi storici in prima persona o esplorare l’universo dall’interno. La reazione degli studenti? Facile da immaginare: “I ragazzi sono ovviamente tutti entusiasti perché hanno a che fare con gli strumenti che loro utilizzano o che gli piacerebbe usare. Hanno dimestichezza con queste strumentazioni e con questa tipologia di apprendere le cose rispetto a quella più tradizionale – dichiara la dirigente Chiara Conte, che conclude con una riflessione – La tecnologia ha il compito di rendere operative tutte quelle strategie che ci permettono di raggiungere un determinato obiettivo, in questo caso il miglioramento dell’apprendimento. A noi umani spetta il compito di utilizzare gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per superare il meccanicismo formativo. Alla scuola spetta il compito di dare a tutti le stesse opportunità di apprendere per lo sviluppo di competenze utili per affrontare e rendere migliore il futuro”.








