Ha lasciato il porto di Shengjin intorno alle 12.45 la motovedetta della Guardia Costiera italiana con a bordo i 43 migranti trasferiti lo scorso martedì in Albania. Il gruppo dei richiedenti asilo, di nazionalità bengalese ed egiziana, dovrà rientrare in Italia secondo quanto disposto dalla Corte d’appello di Roma: si tratta del terzo no dei giudici al trattenimento nel centro di Gjader, l’arrivo a Bari è previsto per le 20.30 di questa sera.
Sarà dunque il porto di Bari a riaccogliere sul territorio italiano i 43 migranti che erano stati trasferiti nel discusso centro a circa 80 chilometri da Tirana. La struttura, lo ricordiamo, è stata realizzata a seguito di un accordo tra governo italiano e albanese che, però, al momento sta trovando una serie di difficoltà legali. Come già avvenuto a ottobre e a novembre, i giudici non hanno convalidato il trattenimento dei richiedenti asilo e la Corte di appello di Roma ha rinviato il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che dovrebbe pronunciarsi il 25 febbraio.
Il punto sta nella provenienza di queste persone: i loro paesi di origini sono considerati “sicuri” dall’Italia, ma non secondo i criteri europei. Il trasferimento presso un terzo pase è subordinato proprio alla sussistenza di questa condizione. E questo nonostante i 43 migranti si siano già visti respingere la richiesta di asilo dalle autorità italiane. In attesa di un eventuale ricorso degli stessi, potranno rimanere in Italia nel circuito di prima accoglienza. Il gruppo sarà trasferito, presumibilmente, al CARA di Bari.







