Lettera all’ospedale che ha salvato il marito dal cancro: “Grazie, anche a Taranto la sanità funziona”

Il peggio è passato, e hanno voluto ringraziare chi ha permesso loro di tirare un sospiro di sollievo. Arriva da Taranto una storia di sanità che funziona, e lo fa senza “viaggi della speranza”: una famiglia ha voluto scrivere all’Asl di Taranto e al reparto di Chirurgia dell’ospedale Ss. Annunziata, semplicemente per dire grazie per il lavoro svolto.

L’odissea della famiglia è partita con “una diagnosi nefasta per un uomo ancora così giovane”, cui è seguita una trafila complicata: “Mio marito impatta nella malattia mentre fa prevenzione – racconta la moglie – Sua sorella e sua madre erano state operate qualche anno prima. Lo screening è necessario in questi casi e alla fine del 2022 conferma la familiarità, mostrando i primi segni dello stesso male. La sentenza definitiva, che quasi non lascia scampo, arriverà qualche settimana dopo”. C’è stata una prima esplorazione del tumore – “che aveva viaggiato fino al peritoneo dove aveva creato metastasi” – poi una serie di consulti in giro per l’Italia “in cui dietro la carne dei malati c’è solo un caso da esaminare, senza guardare negli occhi”.

Non è andata così proprio a Taranto: “Ci hanno visti – ricorda la moglie del paziente – Riconosciuti nel nostro dolore, e nel Ss. Annunziata, a due passi da casa nostra, con le nostre famiglie vicino, si sono occupati di noi, si sono occupati di mio marito”. A rivelarsi fondamentale, nel percorso dell’uomo verso la guarigione, il dottor Maurizio Cervellera: “Dopo la diagnosi grave di quattro mesi prima e tre cicli di chemio, ci ha parlato con una lingua nuova, di medicina sapiente ed empatica assieme”.

L’uomo è stato così operato una prima volta, poi c’è stata una lunga degenza e un altro paio di interventi, “ma l’équipe non si è mai arresa nel cercare le soluzioni migliori possibili”. A colpire i familiari è stata la premura costante del dottore e degli operatori sanitari, la loro capacità “di mostrare sempre il lato positivo, che in situazioni del genere è difficile scorgere”. Dopo un ultimo intervento – andato bene – la situazione è nettamente migliorata, e quindi la famiglia ha voluto ringraziare chi si è preso cura dell’uomo, senza mollare mai: “Se è vero che curare un paziente è doveroso, prendersene cura è estremamente più raro – si legge alla fine della lettera – E quell’eccellente rarità è qui, a Taranto”. Il ringraziamento è esteso e tutti coloro che lavorano al reparto di Chirurgia del Ss. Annunziata, in primis al dottor Cervellera: “Grazie per la vita che ci ha restituito, ma soprattutto per quando ha messo vita nei giorni che sapevano solo di morte”.

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