Attendiamo il provvedimento della Procura che disporrà la demolizione per conoscerne i dettagli. Così da Palazzo di Città spiegano il momentaneo blocco delle operazioni in via de Amicis, ancora occupata dalle macerie della palazzina crollata. L’area, messa in sicurezza, è adesso nascosta alla vista dei passanti, le stesse macerie sono coperte da teli polietilene antipolvere sistemati proprio per evitare che le polveri si disperdano a causa del vento nell’area circostante. “Trovate Samira e Patatino”, il cane e il gatto dispersi, è il messaggio lasciato dalle associazioni animaliste che hanno manifestato lì nelle scorse ore.
I palazzi attigui sono stati ispezionati dai vigili del fuoco e dai tecnici comunali. Non presentano criticità strutturali, tuttavia – continuano da Palazzo di Città – prima di far rientrare le persone in casa bisogna demolire in sicurezza il costone del palazzo rimasto “appeso”. Si attendono intanto nelle prossime ore, dato confermato dal direttore Arpa Vito Bruno, gli esiti del rilevamento effettuato dalle centraline per il rilevamento delle polveri. L’analisi dei campioni, analizzati dal Dap di Brindisi, serviranno soprattutto a capire l’eventuale presenza di amianto.
Si procede intanto nella ricostruzione della storia della palazzina: dalla messa in sicurezza fino ai lavori di consolidamento cominciati qualche giorno prima del crollo. Anche porzioni di macerie saranno esaminati nelle prossime ore in laboratorio per risalire ai materiali utilizzati e a eventuali punti di cedimento. Su questi punti è stato incaricato come consulente dalla Procura di Bari il professor Antonello Salvatori dell’università dell’Aquila. L’indagine penale per crollo colposo, al momento, è ancora a carico di ignoti.







