Sandro Cataldo ha annunciato la propria candidatura al consiglio comunale di Triggiano. Conosciuto come ‘Sandrino’, fondatore del movimento politico ‘Sud al Centro’, Cataldo è al centro di un’inchiesta sulla presunta corruzione elettorale per le Regionali pugliesi del 2020 e per le amministrative di Grumo Appula dello stesso anno e di Triggiano del 2021. Proprio oggi la Procura di Bari ha notificato a lui e ad altre 17 persone – tra cui l’ex assessora regionale Anita Maurodinoia, sua moglie – la richiesta di rinvio a giudizio per l’indagine sulle due presunte associazioni a delinquere finalizzate alla corruzione elettorale di cui Cataldo sarebbe stato il promotore.
“Se non fossi sicuro dell’assoluta regolarità del mio agire, delle mie scelte, della mia buonafede e soprattutto del rispetto e della fiducia che ripongo nella Magistratura avrei desistito. Ma io, dopo 24 anni dalla mia ultima candidatura a consigliere comunale, preferisco metterci la faccia e scendere direttamente in campo a viso aperto”, ha scritto Cataldo in un comunicato, annunciando la sua candidatura nella lista di centrodestra ‘Onofrio D’Alesio sindaco’.
Cataldo ha anche parlato delle “prevedibili e scontate strumentalizzazioni che ci saranno” per la sua scelta, e di una “campagna velenosa e denigratoria artatamente avviata nei miei confronti con l’obiettivo di delegittimare il mio operato e il mio impegno politico”. A Triggiano si voterà il prossimo 25 e 26 maggio. Nella stessa inchiesta di Cataldo e Maurodinoia è coinvolto anche l’ex sindaco del comune alle porte di Bari, Antonio Donatelli, arrestato (come Cataldo) ad aprile 2024 e per questo dimessosi dalla carica.







