La statua vestita di nero ondeggia tra i vicoli, e attraversa due ali di folla. Alcune signore replicano il pizzo nero con in mano una foto di Cristo. È il giorno dell’Addolorata. Anche a Bari vecchia torna la tradizionale processione, con un elemento in più riservato all’anno giubilare: ogni 25 anni infatti la statua della Madonna vestita a lutto è preceduta anche dalla statua del calvario con Gesù in croce. In molti si commuovono, e con una lacrima sul volto affidano le proprie preghiere al cielo. I barivecchiani tornano nel centro storico appositamente anche se non abitano più qui. C’è anche chi non ha potuto essere presente tra i vicoli per motivi di salute, ma si aiuta con la tecnologia per partecipare comunque alla marcia.
“Questa processione è nata nel ‘700 – spiega il parroco della Cattedrale don Franco Lanzolla – quando a Bari si vive l’esperienza della peste. Maria ha vissuto l’esperienza di un figlio crocifisso ingiustamente, inchiodato su una croce. Questa figura esprime tutto il dramma delle donne. Gli uomini infatti ci tengono a portare il Cristo, il figlio che è stato ucciso ingiustamente, colui che porta le pene le ingiustizie nella sua carne. Dopo la guerra mondiale, Bari si fermava e veniva attraversata da un corteo di donne che vedevano in Maria la raffigurazione del proprio dramma. Maria dà un senso al dolore della donna che all’epoca perdeva i figli in guerra, ora perde il figlio per droga, il figlio per incidente. È una donna che è stata derubata del figlio che è nato dall’amore e che è rimasta nella morte. Maria che segue la croce rappresenta ogni donna che vive il peso della morte del figlio”.






