E’ uno degli appuntamenti più attesi delle festività pasquali baresi e anche quest’anno non ha tradito le aspettative. L’iconica processione dei misteri, evento clou del Venerdì Santo, ha attraversato la città vecchia fin dalle prime ore del mattino. Quest’anno, come tutti gli anni, dispari, è toccato ai misteri di San Gregorio, ospitati da diversi anni nella chiesa di San Gaetano e meglio noti come ‘Venteluse’.
Tra le due congregazioni nacque una rivalità all’inizio velata e che con l’andare del tempo divenne sempre più rischiosa, tanto da indurre l’arcivescovo Michele Basilio a decidere che le due processioni si effettuassero ad anni alterni. Dieci le compagnie che hanno composto il rito religioso da Gesù nell’orto, passando per San Pietro, Gesù alla Colonna, Ecce Homo, Gesù con la Croce, San Giovanni Calvario, Maria Maddalena, Gesù morto e l’Addolorata.
La suggestiva processione è partita dalla Basilica di San Nicola e ha percorso le strade della città vecchia, transitando anche in piazza Mercantile e arrivando in piazza dell’Odegitria, ai piedi della cattedrale, in un contesto di aperta testimonianza, di fede e di pietà popolare radicata nel tessuto del popolo barese.
Le figure fondamentali della processione dei misteri sono i portatori, i 180 devoti, 16 più due riserve per ogni statua, uomini del popolo. Vestiti con abito scuro, tutti perfettamente presi dal loro compito, definito con assoluta partecipazione e devozione. Cittadini comuni che portano avanti questa antica tradizione di generazione in generazione: “In famiglia ‘sono la terza generazione’ che porta l’Addolorata. – spiega uno dei portatori – Seguo la processione da quando avevo sette anni e quando lo si fa ci si sente meglio. Chi vuol capire…capisca”.
La processione dei misteri è ripartita alle 15.30 dalla Cattedrale attraversando anche Piazza del Ferrarese, Corso Cavour e Corso Vittorio Emanuele per concludersi alle 22.30 davanti alla Basilica di San Nicola.






