“In questa giornata facciamo nostro il monito del Presidente della Repubblica e rivendichiamo la difesa e il rispetto della Costituzione attraverso ogni strumento democratico di lotta: chi nega un lavoro giusto e dignitoso strappa la Costituzione e opprime le libertà conquistate in ottant’anni di lotte”. Il messaggio, veicolato anche attraverso i social, porta la firma della Cgil Puglia. È la stessa sezione regionale del sindacato, in occasione del Primo maggio, a fornire alcuni numeri che in qualche maniera rovinano la festa del lavoro fotografando una situazione ricca di criticità.
Gli occupati in Puglia, infatti, “sono il 52%. Ben 10 punti sotto la media nazionale. Il quadro – spiegano dalla Cgil – è molto differenziato da provincia a provincia: si va da un tasso del 60,1% del Barese, al 43,8 del Tarantino, che è il territorio messo peggio. Divari che si registrano anche nel tasso di disoccupazione: si va dal 17,9% della provincia di Foggia (dato peggiore) al 6% della provincia di Bari. Il 53,5% dei disoccupati in Puglia è in questa condizione da oltre un anno. Tra quanti hanno in essere un rapporto di lavoro a termine, invece, un 25% è in questa condizione da oltre 5 anni. E si va avanti con continui rinnovi e poche certezze di stabilità occupazionale”.
La Puglia poi “conferma criticità evidenti rispetto all’occupazione femminile, attestata appena al 37,5% contro quella maschile del 66,7%. È questo divario di genere a trascinare in basso gli indicatori occupazionali della regione. In generale l’occupazione in Puglia è prevalentemente precaria: dei quasi 1,2 milioni rapporti di lavoro attivati nel 2024, solo il 6% era a tempo indeterminato. E i rapporti part time sono 1 su 4. Prevalgono settori a basso valore aggiunto che trascinano salari poveri, anche a causa della forte stagionalità: la maggior parte dei rapporti attivati interessano l’agricoltura, i servizi di ristorazione e alloggio, il commercio. Un dato omogeneo nel dettaglio provinciale”.
Lavoro precario, quindi, e spesso pagato male. “Il 42,5% dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori privati in Puglia vive con un salario lordo medio annuale pari o inferiore a 10mila euro. Parliamo di 360mila persone – concludono dal sindacato – e per 145mila di loro non si va molto oltre i 5mila euro lordi”. Il Primo maggio a Bari, intanto, è cominciato come ogni anno nel segno della memoria e del lavoro. Stamattina in largo Chiurlia è stata deposta una corona di fiori per onorare le lavoratrici e i lavoratori, alla presenza del segretario generale della CGIL Bari, Domenico Ficco, del sindaco Vito Leccese e dell’ex primo cittadino Antonio Decaro, oggi europarlamentare.







