Attore, maschera comica, regista, presentatore, autore, cantante, musicista e cantautore. Gianni Ciardo nei suoi oltre cinquant’anni di carriera non si è fatto mancare nulla, esplorando sempre nuovi modi per esprimere la propria, esplosiva, creatività e personalità. Una lunga carriera iniziata sui piccoli palcoscenici baresi, per passare a quelli più nobili, fino alle luci della ribalta nazionale. Film, commedie sexy anni 70 sul grande schermo ma anche i riflettori Rai con Pippo Baudo che rapito e divertito gli concesse carta bianca in studio a Domenica In. E poi ancora Rete4 e Canale5 con i suoi sketch su Zelig dove ha portato tutto il suo classico repertorio fatto di mimica facciale, frasi spezzate e surreali, modi di dire baresi che si sono sempre intrecciati a spassosi aneddoti personali. In Italia è stato rappresentante di una comicità del tutto diversa e alternativa.
Figlio unico di un infermiere di Morciano di Leuca e una ragazza di Picone, da giovane rappresentante di accendini inconsapevole delle sue doti, ha fin da giovane covato arte intrecciando tipicità locale con il gusto globale. Una forma d’arte tutta sua che ha inseguito il dissacrante ma mai volgare, passando dalla comicità a testi più impegnati come quelli di Dario Fo e Carla Vistarini. E non ultimo Dante.
Oggi è chiamato a una nuova, enorme sfida. Quella della regia del corteo storico di San Nicola. Un momento che per i baresi è quasi sacrale e che per Ciardo è l’ulteriore occasione di esprimere la sua essenza e la sua visione. Perché a suo modo Gianni Ciardo rappresenta una baresità tutta speciale, anche nel rapporto con il santo di Myra.






