Un tavolino, un copertone di un’auto, ma anche un cerchione di una bicicletta, tantissimi tappi latta e decine di bottiglie di vetro. “Non è una vera sagra Nicolaiana se alla fine non rimangono in mare oggetti che non appartengono al mondo marino”. L’amara ironia è di Leonardo Rizzi, attivista e volontario ambientalista che da anni sui social si batte contro gli ‘sporcaccioni’ a Bari. Quasi quotidianamente, oltre al suo lavoro, si impegna attivamente per restituire dignità e bellezza alla città ripulendo le strade, estirpando le erbacce dai marciapiedi o, come nell’ultimo suo post, recuperando anche dal mare i rifiuti gettati da qualche incivile.
La denuncia sui social, con tanto di foto e video, riprende quello che è stato lasciato (o lanciato) da alcune persone nel mare del porticciolo al molo San Nicola, dove, spiega, ci sono almeno una decina di barche affondate, delle quali i proprietari non si sono preoccupati di rimuoverne i resti. Ma oltre a questi relitti ci sono anche tavolini, sedie e tantissime bottiglie di vetro, superstiti, per così dire, della festa di San Nicola. “Come si fa a oltraggiare seriamente il mare? – si chiede Rizzi – Non smetterò mai di dire a tutto il mondo che Bari è una città meravigliosa ma i baresi fanno schifo. E qui mi toccherà organizzare un recupero per il bene del mare”.







