“Non è un atto di politica estera”. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, risponde al ministro degli Esteri Antonio Tajani riguardo al provvedimento con cui si invitano i dipendenti e i dirigenti della Regione a sospendere ogni relazione con Israele. Emiliano replica a Tajani ai microfoni di Telebari, in un’intervista alla direttrice Maddalena Mazzitelli, e parla chiaro: “Non ho preso le distanza da Israele, ma dal governo Netanyahu – precisa – I governi non solo la comunità, ho avuto cura di specificare nel provvedimento che questa cosa non vale per i cittadini e il popolo israeliano”.
La presa di posizione è chiara: “Al popolo israeliano va la mia solidarietà per i fatti del 7 ottobre, ma anche per avere una guida che il tribunale penale internazionale ha ritenuto autore di crimini di guerra. Nei confronti di Netanyahu c’è un mandato di cattura internazionale”. La Regione Puglia chiude quindi la porta al governo israeliano, così come il comune di Bari ha approvato un ordine del giorno in consiglio comunale con cui si dichiara “non gradita” la partecipazione dello Stato di Israele alla prossima Fiera del Levante. “Non è un atto di politica estera – ribadisce Emiliano a Tajani – mi sono limitato a dire che la Regione con questo tipo di persone non può interloquire. Chi viola i diritti umani non può interloquire con una regione che invece ha tutta un’altra visione dell’umanità”.
Infine. “Colpire Hamas è un diritto di Israele, ma non può colpire bambini e popolazione inerme, non può distruggere le loro case e la possibilità di alimentarsi e bere, sono cose inaccettabili – conclude Emiliano – Questo nostro provvedimento sta facendo scuola, mi auguro che ci sia la possibilità di convincere Israele a cessare le ostilità, e che cessi il massacro di bambini e popolazione civile inerme”.






