“Finché io, mamma e papà avremo possibilità, ti daremo la giustizia che meriti”. La sorella di Sofia Lorusso, la 16enne morta in un incidente in minicar su viale Tatarella a Bari, affida ai social una lunga riflessione su quella notte che ha stravolto la vita di tutta la sua famiglia. Una famiglia unita che “è improvvisamente cambiata ed è stata tragicamente distrutta – scrive la giovane – La mia famiglia e la mia vita, inevitabilmente, non saranno più come prima”. È un dolore immenso, quello che la sorella di Sofia Lorusso affida alla rete, difficile da accogliere prima ancora che da sostenere: “Ti senti frastornata, intontita, pensi costantemente di stare vivendo solo un brutto sogno, e che vuoi solo svegliarti subito. Ma la realtà è che, in quei pochi attimi in cui acquisisci un po’ di lucidità, prendi consapevolezza che tutto quello che stai vivendo è, purtroppo, la vita vera. Una durissima e dolorosissima realtà”. “Inizi a dirti che nulla ha più senso”, prosegue la sorella della 16enne, che ricorda il forte legame che le univa: le piccole cose quotidiane che si danno per scontate, “mangiarsi un gelato e chiacchierare sul terrazzo di casa, o guardare un film sul divano”, adesso non ci sono più. “Ed è proprio questo uno dei dolori che ti lacera: non poter più riavere indietro quei momenti lì, piccoli, semplici e banali”.
La famiglia di Sofia Lorusso deve abituarsi a una nuova quotidianità senza di lei, e la sorella vuole ricordare l’energia della 16enne per provare ad andare avanti: la descrive come una ragazza piena di voglia di vivere e di senso di giustizia, ed è quello cui bisogna aggrapparsi, ora che non c’è più. “Nel potere dello Stato ci credo, nella magistratura ci credo – dice la sorella maggiore – Le autorità competenti stanno già lavorando”. E ricorda che “Sofia è davvero figlia di Bari”, e che sono stati tantissimi i messaggi e i ricordi che hanno popolato la rete, nel giorno della sua scomparsa e in quelli successivi anche al suo funerale. Purtroppo ci sono state anche commenti negativi e accuse, che la sorella di Sofia rispedisce al mittente: “Perché quando accadono tragedie di questo tipo, la colpa viene attribuita solo alle vittime, ai genitori delle vittime e/o ai tipi di vetture? Io e Sofia abbiamo la fortuna di avere dei genitori che dal primo giorno sono sempre stati presenti, in ogni singolo momento”.
La sorella maggiore ricorda quanto accaduto quella notte, e chiama in causa il conducente della vettura che si è scontrata con la minicar: “La dinamica è evidente. È stata tamponata, e l’impatto è stato violento. Qualcuno ha fatto strike, ma non ha vinto niente, purtroppo. Abbiamo solo perso. Tutti”. Alla giovane non resta che un invito, da rivolgere agli adolescenti come sua sorella: “Sofia, come sempre, dà una lezione. Andate piano, rispettate gli altri e voi stessi, rispettate le vite altrui. Proteggete la leggerezza della vita, che a noi è stata ormai tolta. Godetevi ogni singolo istante: non litigate, fate festa, ridete, sorridete, abbracciatevi e amate, perché da un momento all’altro la vita può cambiare”. A Sofia, la sorella maggiore dedica una promessa, accompagnando il post con foto di lei da piccola: “A te Sofi, uragano di vita e di sogni: finché io, mamma e papà avremo possibilità, ti daremo la giustizia che meriti”.





