La biblioteca di quartiere “Don Bosco”, al Libertà di Bari, rischia di dover chiudere la fruizione al pubblico. L’allarme arriva da don Gino Cella, responsabile della struttura facente parte del Progetto Colibrì – Rete delle biblioteche di Bari: “La bibliotecaria, sostenuta con i fondi Colibrì, è andata via a marzo 2024 – dichiara don Gino – È stata sostituita dai volontari del servizio civile, i quali tra qualche giorno termineranno la loro permanenza qui e noi saremo costretti a chiudere le porte all’utenza. Da solo non posso farcela”.
Colibrì è un progetto di creazione di 11 biblioteche di quartiere, promosso dal Comune di Bari e finanziato dall’avviso regionale Community Library grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea, dentro la cornice della strategia regionale Smart- in che prevede il rilancio del patrimonio culturale pugliese con l’obiettivo di garantirne la valorizzazione, la fruizione e il restauro.
Paola Romano, assessora alla Cultura del Comune di Bari, garantisce la continuità del progetto: “Nel prossimo avviso che a breve uscirà, abbiamo confermato le intenzioni espresse nel precedente progetto – afferma l’assessora – ovvero quello di continuare a sostenere un sistema di biblioteche di quartiere diffuso, intese come presidi di prossimità, non solo di lettura, ma anche e soprattutto di promozione culturale, con una stretta relazione con le scuole e le associazioni del territorio”.
La biblioteca di quartiere “Don Bosco”, fondata nel 1920, è stata aperta al pubblico per la prima volta nel 1972 con la denominazione di “Biblioteca del Centro pedagogico meridionale”, mentre agli inizi degli anni 90 risale l’intitolazione al magistrato Pietro Floriano Florio. È rimasta chiusa per più di vent’anni, fino alla riapertura avvenuta 2016 e che ha portato alla denominazione attuale. Al suo interno, una dotazione di più di 40mila volumi: il fondo “Pietro Floriano Florio”, il “Fondo del Centro pedagogico meridionale” e il “Fondo Di Tollo” oltre a custodire 36 volumi antichi risalenti al 1800 sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza Archivistica.
Strutturata su due piani, al pian terreno, oltre alle sale lettura e postazioni internet, troviamo il Cal – Centro archivistico del Libertà – un archivio fatto dai Salesiani, che custodisce materiale amministrativo/economico ma anche piantine d’epoca, risalenti ai primi anni del ‘900, quando la chiesa del Redentore sorse ancor prima che nascesse il quartiere Libertà. Un vero gioiello da custodire e mantenere fruibile: “Spero che con il prolungamento del progetto venga reinserita la figura della bibliotecaria – continua accorato don Luigi – che consentirà non solo di mantenere aperta la sede ma anche di catalogare la caterva di libri che attualmente è in stato di stand-by”.








