La questione malamovida nel quartiere umbertino finisce a carte bollate e assume le forma della “negoziazione assistita”, procedura che prevede il pagamento di somme inferiori a 50mila euro e che nel caso specifico chiama in causa il primo cittadino Vito Leccese, sia in quanto sindaco della città di Bari che in quanto persona fisica: sono infatti arrivate a Palazzo di Città nelle scorse ore una serie di pec, 20 le persone fino ad ora rappresentate, in cui i residenti del quartiere Umbertino, per il tramite del loro avvocato, avanzano una richiesta di risarcimento danni cui Leccese dovrà rispondere entro trenta giorni. È l’ultimo atto di una saga che va avanti ormai da mesi, sviluppata tra accuse di inerzia rivolte all’amministrazione comunale, ordinanze e sperimentazioni e che ha raggiunto l’apice durante la festa di San Nicola, nell’ormai famosa notte in cui il quartiere si è trasformato in una discoteca a cielo aperto, guadagnandosi titoli anche nazionali.
Non sono bastate dunque le rassicurazioni del primo cittadino a sedare gli animi e ora i residenti si appellano alla giustizia per far valere il loro sacrosanto diritto al riposo. Schiamazzi, musica ad alto volume e assembramenti incontrollati – questa la posizione dei residenti – hanno trasformato uno dei quartieri storici più belli di Bari in regno di degrado compromettendo la vivibilità della zona, la loro tranquillità e amplificando il malcontento di chi lì abita e rivendica il diritto ad un sonno senza interruzioni. I danni patiti, secondo la denuncia, sarebbero anche di natura patrimoniale a causa del deprezzamento del valore degli immobili della zona in questione, ma soprattutto biologici e morali vista l’incidenza negativa che gli effetti della movida hanno sulla vita familiare degli abitanti della zona. E sotto accusa non sono solo gli schiamazzi, ma anche i rumori musicali provenienti dai locali con emissioni intollerabili: tutte rimostranze già finite sui tavoli di prefetto, sindaco e forze dell’ordine con numerosi esposti presentati dai residenti.
Sul piatto anche i rischi derivanti dagli assembramenti, che ostacolerebbero il traffico veicolare incentivando l’utilizzo dei clacson da parte degli automobilisti, senza contare le difficolta di accesso per i mezzi di soccorso. Nella denuncia infine si evidenzia anche il problema decoro, con tappeti di bottiglie ed ogni genere di rifiuto lasciati per terra e sulle autovetture, a testimonianza del grande afflusso e degli eccessi di chi vive la notte. Il sindaco avrà ora 30 giorni di tempo per risolvere la questione con attraverso la negoziazione assistita, in caso di mancata risposta la richiesta finirà in tribunale.







