Nessuna traccia di alga tossica nel Barese. A certificarlo sono i dati, pubblicati online nella mattinata di oggi, del monitoraggio Arpa Puglia effettuato tra il 16 ed il 30 giugno. Confortante anche la situazione nel resto della regione. Quasi tutte bianche, infatti, le bandierine posizionate dall’agenzia regionale per la protezione ambientale sulla cartina della Puglia. L’Ostreopsis ovata è presente solo in tre punti e comunque in quantità non allarmante: scarsa in località Punta Macalone a Ugento, discreta a Porto Badisco e Bisceglie.
Cos’è l’Ostreopsis ovata o alga tossica?
Si tratta di un’alga microscopica (unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate) che vive nei fondali costieri di natura rocciosa. In superficie si possono notare alghe di colorazione anomala e talvolta chiazze schiumose biancastre e marroni. Niente alghe “sospette” sui fondali sabbiosi. Ostreopsis ovata ama le rocce e le acqua calde, calme e ben illuminate.
Come avviene il contagio?
L’alga arriva dalle acque tropicali ed è stata introdotta accidentalmente sulle coste pugliesi dal 2000. La tossina può manifestare i suoi effetti attraverso l’inalazione o il contatto. Il vettore è solitamente l’acqua di mare o l’aerosol marino, che si forma sotto l’azione del moto ondoso e quindi del vento.
Quali sono i sintomi?
I sintomi compaiono dopo alcune ore dall’esposizione e tendono a regredire spontaneamente senza gravi complicazioni. Tra gli effetti più diffusi: riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti, soprattutto dopo mareggiate.
Come evitare gli effetti dannosi?
Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate. Limitare il consumo a scopo alimentare di ricci di mare, che a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.







