Bari è prima tra dieci capoluoghi di regione italiani per aumento dei canoni di locazione. Affittare una casa nel capoluogo pugliese è sempre più complicato: le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa hanno infatti evidenziato un aumento del 10,5% sui monolocali, del 9,9% sui bilocali e dell’8,4% sui trilocali. Le percentuali si riferiscono al confronto tra il primo e il secondo semestre del 2024. Nel dettaglio, per accaparrarsi un monolocale in zona Murat servono 650 euro, cifra simile se ci si sposta a poche centinaia di metri nel quartiere Madonnella. Le tariffe scendono nelle zone periferiche: un monolocale a Torre a Mare costa in media 400 euro, così come a Carrassi e nella zona del Policlinico. I prezzi subiscono un’impennata nei pressi della Chiesa Russa e nel quartiere Libertà, con una cifra di circa 500 euro. Situazione quasi identica per i bilocali: si parte da un massimo di 900 euro a Murat, passando per i 700 euro in media a Madonnella mentre il prezzo più economico è registrato a San Pasquale bassa con 470 euro.
La domanda di locazione continua ad aumentare, alimentata da chi non riesce ad acquistare perché non ha accesso al credito e da chi si sposta per motivi di lavoro e studio. L’offerta di immobili in affitto si riduce perché i proprietari temono di incontrare eventuali problemi di morosità da parte dell’inquilino. A Bari, come in buona parte delle località con elevati flussi turistici, si continua a ricorrere agli affitti a breve termine e, di conseguenza, il numero di immobili in affitto sul mercato si riduce. Intanto, il governo è al lavoro per contrastare l’aumento incontrollato dei canoni di locazione: in cantiere una strategia per rilanciare il mercato degli affitti a lungo termine






