Bari ha ricevuto il più grande regalo che la musica pop potesse farle. Marco Mengoni ha messo in piedi il più bel concerto mai realizzato da un artista pop italiano in tempi recenti. Il pubblico dello stadio San Nicola, domenica 20 luglio, lo ha aspettato in fibrillazione nonostante non ci fosse un nuovo pezzo sanremese, o un nuovo album, in migliaia di esseri umani hanno sfidato le difficoltà del quotidiano e hanno risposto alla chiamata del “guerriero” Marco.
Lo show è epico, eticamente forte e divertente allo stesso tempo, un connubio che riesce solo ai maestri.
Mai come in questo periodo non c’è concerto senza polemica, dai costi dei biglietti all’effettiva affluenza. Tutti elementi che non viene assolutamente voglia di analizzare durante una recensione di un’opera pop di questa portata. Si ha il privilegio di guardare un pubblico reattivo, speciale, unito. C’è chi ha dormito fuori dallo stadio sin dalla notte prima. C’è chi non perde gli occhi sognanti neanche nelle lunghe file del ritorno.
C’è chi coinvolge con l’entusiasmo anche i venditori ambulanti tra fumo di zampina e bevande non dissetanti.
La raffinata maestria è visibile in tutti gli elementi dello spettacolo: dalla regia, alle coreografie, ai costumi. Ogni centesimo del costo del biglietto è valso il sacrificio. Mai un deja vù, mai qualcosa che potesse rimandare ad qualcosa di già visto altrove. I brani più amati ci sono tutti. Ci si commuove con “Due vite”, si balla con “Pazza musica”. Bari sfida i quasi quaranta gradi, non si risparmia in entusiasmo. Non mancano i fan che vogliono rendere omaggio al loro beniamino con prodotti locali, non manca chi vuole condividere i sudati traguardi di vite mai semplici da vivere. Si festeggia dalla laurea al compleanno, dal superamento di un esame a quello di una malattia. I lustristini e i corsetti non allontanano la gratidudine di Marco verso il suo pubblico, riconosce chi ha riposto fiducia in lui dal giorno uno. Un supporto che lo ha accarezzato anche nel lutto e nel dolore.
Se spesso durante un concerto si vive nell’utopia di vivere in un mondo migliore, dopo il San Nicola di Mengoni ci si crede convintamente. E pazienza se l’indomani pagheremo i danni delle tante ore in piedi, delle ennesime lacrime versate su “Sai che”, della voce usata senza alcun ritegno. Siamo in ottima compagnia. In compagnia di umani che hanno il coraggio di essere umani e la volontà di sfruttare ogni singolo istante per vivere ed emozionarsi. E se gli altri guarderanno solo al corpetto luccicante meglio, noi sapremo essere dei “Muhammad Al”i della porta accanto. Pronti a sferrare l’arma della superiorità gentile.