Dicono che non esistano più i cantanti di una volta, e ancora che le canzoni di prima erano capolavori non come quelle di adesso, e se invece fossimo semplicemente incapaci di ascoltare il presente? L’affezione è legame che va preservato. La memoria storica è un tesoro da tramandare e da fondere con la curiosità verso il nuovo che arriva.
Dietro ogni fenomeno di costume ci sono storie che vanno conosciute e rispettate. A Bari da oltre quarantotto ore è arrivato l’esercito di Ultimo. Non hanno armi ma tende da campeggio. Non hanno distintivi ma tatuaggi con le frasi del loro beniamino. L’occasione per incontrarli è la data barese per il Peter Pan della musica italiana, la sera del 23 luglio al San Nicola. I primissimi stazionano nel piazzale dello stadio da giorni, pian piano arrivano rinforzi da ogni parte d’Italia e non solo.
Amici, fidanzati, genitori e figli desiderosi di vivere un evento a pieno, ben oltre le due ore di concerto.
L’ accampamento è frutto di lavoro di squadra: c’è chi si occupa di ordinare il cibo, chi di mantenere pulito, chi di allestire l’ambiente con omaggi al cantante ma anche alla città che ospita il tanto atteso evento.
L’artista dei record è seguito da migliaia di affezionatissimi a ogni tappa, pronti a ogni sacrificio. “Ci descrivono come despressi” ci dicono “noi celebriamo la vita creando comunità”.
Sono desiderosi di raccontarsi in prima persona, in un’epoca storica in cui sono le dicerie social a farlo per loro. Ed è vero, tristi non lo sono affatto. La piscina gonfiabile al centro del “camping” ne è la testimonianza.






