Una scritta in stampatello rosso: “Avviso di chiusura”. Succede di nuovo. Questa volta a dare l’annuncio è un negozio di Trani, Macrì, boutique nella centralissima via Aldo Moro, al civico 26. Retailer di abbigliamento e accessori, Macrì è da anni una solida presenza nella vicina Andria con il suo punto vendita principale. Ad abbassare le saracinesche è il suo locale gemello tranese.
Il cartello che avverte la clientela motiva così la chiusura: “Il contesto attuale, segnato da un periodo di profonda trasformazione del commercio e della crescente difficoltà di sostenere un’attività fisica, ci ha portati a questa difficile decisione”. La riflessione del titolare di Macrì la dice lunga sullo stato di salute del commercio di quartiere e delle piccole realtà fagocitate da un meccanismo imprenditoriale competitivo, sfegatato e frenetico. Verità locali sostituite dalla necessità del ‘fast & furious’, a cui ben rispondono catene multinazionali e locali mangerecci di ogni genere. Cambia il volto della regione che diventa simile a un plastico souvenir, sempre più brand e sempre meno Puglia.
Nella stessa Trani, il medesimo destino di Macrì è capitato a Terranova, sostituito prontamente dalla catena di fast food da Burger King. Anche a Bari, i tavolini di Oiza – Apulian Chicken Fast Food andranno a sostituire le rosse poltroncine dello storico cinema Ambasciatori. Così, al posto di Asselta ha aperto New Balance; al posto di Cima, Yves Saint Laurent, cambiando ancora una volta la fisionomia delle strade dello shopping in centro.
Macrì non è il primo negozio a chiudere i cancelli. E ci sono notizie a cui, ormai, si fa abitudine. Eppure, rimane l’amaro in bocca e un gran dispiacere da parte di commercianti e acquirenti. “Ringraziamo di cuore tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso”, si legge in fondo al messaggio sulla vetrina.








