Il caro prezzi sui lidi italiani e pugliesi, con il conseguente calo delle presenze nell’estate 2025, impazza e finisce addirittura sul giornale britannico The Guardian, diventando un caso internazionale. Ma le polemiche non hanno confini e infiammano anche gli umori sulle spiagge libere del litorale barese, spesso invase da gazebo, tende, attrezzate di tavolini e braci per la carne arrosto, installate e poi lasciate sulla sabbia per giorni. È il caso del Waterfront di San Girolamo a Bari, dove si sta consumando una battaglia intestina tra i residenti, stufi di vedere la riva diventare un campeggio, e i tanti bagnanti provenienti da altre zone del capoluogo che si difendono dicendo di non fare danni, occupandosi di ripulire quotidianamente i loro tratti occupati, senza lasciar traccia di sporcizia.
La questione è spinosa e finisce sui gruppi social, a colpi di video pubblicati da alcuni cittadini che ribadiscono quanto il litorale sia ormai terra di nessuno, in cui regna l’assenza di regole, anche dopo l’arrivo della Polizia Locale e della Guardia Costiera, intervenute in diverse occasioni per far smontare le tende.
Va precisato che sulle spiagge libere pugliesi vige il divieto di campeggio con gazebo, roulotte, camper o altre attrezzature che possano impedire il passaggio o l’accesso al mare. I bagnanti possessori di gazebo ci spiegano, dal canto loro, di essersi interfacciati con le forze dell’ordine che hanno permesso loro di sostare con le strutture mobili, a patto che non abbiano tende laterali. La rabbia a San Girolamo monta, poi, quando emerge un malcontento comune dovuto al bivacco notturno, ai rifiuti lasciati da famiglie e giovani nelle nottate d’agosto, soprattutto a San Lorenzo. Una situazione che si ripete annualmente e che andrebbe tenuta sotto controllo con l’installazione di un sistema di video sorveglianza.






