L’estate 2025 sarà ricordata come quella del caro lidi, con tante istantanee di spiagge attrezzate con ombrelloni chiusi e semivuote in periodi in cui notoriamente dovrebbe esserci un boom. L’indice è puntato sul caro prezzi che in molte mete balneari ha scoraggiato le presenze dirottando gli amanti del mare verso le spiagge libere. Ma non è cosi per tutte le località, ci sono ancora delle eccezioni, è il caso del lido San Fracesco a Bari che registra il tutto esaurito.
Situazione simile sul litorale di Palese che lavora soprattutto con una clientela fidelizzato e in abbonamento, ma anche con i turisti, tanti, ci dicono, e sono quelli “che ci permettono di restare aperti anche fuori stagione fino a ottobre”, mentre la titolare del Lido Moretti confessa che da circa due anni tira fino a dicembre con il suo bar vista mare direttamente sulla spiaggia. Gli imprenditori del settore però preferiscono non parlare, perché l’attenzione mediatica di queste settimane rischia di avere pesanti contraccolpi sulle loro imprese, per le quali, rimarca un imprenditore storico, paghiamo le tasse e i dipendenti, e queste campagna rischia di rivelarsi diffamatoria e dannosa per il lavoro e per un’intera categoria.
Ma i problemi non sono solo i prezzi di lettini e ombrelloni, ma l’aumento generalizzato del costo della vita che viaggia a una velocità diversa rispetto agli stipendi che restano fermi, e cosi una giornata al mare per un’intera famiglia si trasforma in un lusso a cui sempre più persone sono costrette a rinunciare ripiegando su soluzioni low cost.







