Uva da tavola: annata abbondante, ma i prezzi calano a causa dei consumi ridotti. Per affrontare le difficoltà legate all’aumento dei costi di produzione, il settore sta puntando sempre più sulla qualità, piuttosto che sulla quantità.
Muovendosi in questa direzione, il Consorzio Valnuvaut – dedicato allo sviluppo di nuove varietà di uva da tavola e legato al CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura) – ha sperimentato diverse tipologie di uva apirena (senza semi), già immesse sul mercato a partire dal 2024. L’appello degli agricoltori è chiaro: “Servono più lavoratori. Fateci risparmiare sui costi”.
L’agricoltura in Puglia è un settore da non trascurare: la regione è infatti famosa nel mondo per la produzione di uva, in particolare l’uva Italia (con semi), l’uva Regina, l’uva Vittoria, la Red Globe e la varietà Paglieri, tutte appartenenti al consorzio IGP di Puglia, che valorizza le eccellenze del nostro territorio. A livello europeo, la Puglia è stata la prima a offrire uva senza semi, rappresentando così una doppia opportunità enogastronomica: da un lato la tutela della tradizione, dall’altro l’apertura all’innovazione.






