Antonio Decaro rompe il silenzio, e con un post sui social annuncia la propria disponibilità a candidarsi alla guida della Regione Puglia, a patto di farlo “in piena libertà”. Il centrosinistra prova a uscire dallo stallo in vista delle prossime elezioni regionali. E intanto le reazioni non si fanno attendere. A cominciare da quella del senatore Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia), che a stretto giro replica all’europarlamentare ed ex sindaco di Bari, sempre sui social.
“Decaro guarda la pagliuzza negli occhi altrui e ignora la trave nel suo – scrive Melchiorre – Le parole di Decaro sembrano quelle di un osservatore esterno, quasi di un esponente del centrodestra: dice di non voler essere ostaggio delle decisioni di chi lo ha preceduto! La realtà è diversa: in quei meccanismi e in quelle decisioni c’era dentro fino al collo, condividendo tutte le scelte strategiche di quel sistema”.
Si legge ancora: “Oggi, però, cerca di smarcarsi e di presentarsi come il ‘nuovo’, dichiarando di non voler fare il terzo tempo di Emiliano e Vendola. È evidente la contraddizione: non può proporsi come soluzione a un problema di cui è stato protagonista. Attraverso i social, Decaro dà in pasto ai suoi follower Emiliano e Vendola, i protagonisti del sistema di potere del centrosinistra di cui lui stesso faceva parte. Ma i cittadini pugliesi non sono follower, non sono numeri da spostare sui social in base ai suoi desiderata. Sono persone in carne e ossa, pensanti, con opinioni proprie”.
“Decaro dimentica inoltre che lui stesso è stato responsabile politico del commissariamento di tre delle aziende pubbliche del Comune di Bari nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice Interno’ – ricorda ancora il senatore – In questo atteggiamento risuona la parabola della trave e della pagliuzza: chi denuncia le ombre negli altri spesso dimentica la trave che ha nel proprio occhio”.