L’unico market in attività è in via di chiusura: cessata questa attività, rimarranno – solitari – la pizzeria e il panificio. Non sorprendono le lamentele dei residenti del quartiere Sant’Anna che da anni, troppi oramai, attendono un reale intervento sulla zona. Appartamenti acquistati anche sulla base di una annunciata espansione che però, ad oggi, rimane sulla carta.
C’è sconforto nelle parole della titolare del market, che chiede un aiuto. Risposte, più che altro. Ma quello delle poche attività non è che una delle criticità di Sant’Anna, quartiere a due passi dal mare e che, nonostante tutto, mantiene le potenzialità per diventare una delle zone più belle di Bari. Archiviata la domanda sulla prosecuzione del terzo comparto – con le persone che neanche se lo chiedono più – resta da puntare i piedi sulle piccole cose. Dall’illuminazione, completamente carente, alla cattiva manutenzione delle aree a verde. Dove verde, in realtà, è un eufemismo.
E poi le deiezioni canine abbandonate per strada e il recente fenomeno delle numerose morti di gatti: solo nelle ultime due settimane, infatti, sono stati ben cinque i corpi rinvenuti. Si temono avvelenamenti, ma sarà l’autopsia disposta su uno di loro a rispondere al dubbio. Poi c’è la seconda strada di accesso al quartiere, sul prolungamento di via Giovanni Papapietro, chiusa da mesi, nel totale silenzio. Insomma, i problemi sono tanti, a fronte invece del numero dei residenti del quartiere che giorno dopo giorno continuano a chiedersi se l’aver utilizzato i risparmi di una vita per comprare gli appartamenti sia ancora da considerare un buon investimento.







