Viene nominata in ruolo alla scuola primaria, ma è costretta a rinunciare a causa delle modalità di assegnazione delle sedi. Il caso arriva dalla provincia di Bari, e interessa una docente che ha scritto una lettera agli organi competenti, per avere risposte riguardo alla sua situazione. “Dopo anni di sacrifici personali e professionali, finalmente il 4 agosto 2025 sono stata individuata per la nomina in ruolo per la classe di concorso EEEE posto comune Primaria Regione Puglia – scrive la docente – ma sono stata costretta a rinunciare a tale opportunità lavorativa così duramente conquistata”.
L’insegnante puntava a un posto a Bari o in provincia perché usufrisce della legge 104/92, dato che deve assistere un familiare con disabilità. “So e sono convinta che il ruolo non avrei potuto averlo a casa mia – scrive – ma neanche a chilometri lontana da casa mia”, precisa per tale motivo. E invece, l’assegnazione del ruolo è avvenuta su Taranto, soluzione impensabile per lei. Il problema, quindi, è stato nell’assegnazione delle sedi e nella gestione dei posti disponibili. Soprattutto perché l’insegnante si è resa conto che i posti non disponibili su Bari in un primo momento, poi lo sono diventati nei turni successivi: “A seguito della consultazione sul sito web Usr Puglia del bollettino di nomina del turno 7, fase 2 prot. n. 51678_2025 del 27 luglio 2025 per le attribuzioni delle sedi date a ruolo a Bari, rispuntate per magia, e del prot. n. 51796_2025 dove si evidenzia la rettifica/scambio di sedi di scuola, rettifica sempre a Bari e di colleghi in bassa posizione nella graduatoria di merito da parte dell’ufficio Usr Puglia, ciò evidenzia in modo incontrovertibile che le disponibilità di posti a Bari esistevano anche al momento della mia nomina”.
In pratica, la donna è stata nominata in ruolo a Taranto, ha dovuto rinunciare perché deve assistere un familiare, e ha ripiegato su un posto per il sostegno, in provincia di Bari. A suo avviso, c’è qualcosa che non va nella gestione dei posti disponibili, digitalizzata, e la necessità di prendere in considerazione condizioni particolari e tutelate, come la presenza di una legge 104/92.
“Mi chiedo, pertanto, come sia stato possibile che non fossero visibili o disponibili durante il Turno 5 – dice facendo riferimento alla sua nomina – costringendo me e altri colleghi a rinunciare, quando è stato chiaramente dimostrato che erano disponibili in un turno successivo. Questo sistema di assegnazione mi ha fatto sentire come un semplice numero, una persona priva di diritto di replica”. E ancora: “La decisione di rinunciare al ruolo su sede Taranto, non è stata presa senza la dovuta rilevanza, tutt’altro è stata una dolorosa conseguenza di circostanze familiari complesse, aggravate dal bisogno di assistenza a un familiare disabile e da una situazione economica precaria, che mi rende impossibile sostenere le spese di pendolarismo o di un trasferimento”.
L’insegnante conclude la sua lettera con una serie di domande all’Ufficio scolatico regionale: “Quali sono i criteri con cui vengono gestite e rese pubbliche le disponibilità dei posti che sono stati dichiarati nel bollettino del turno sette? – conclude – Perché, non viene concessa la possibilità di poter dichiarare titoli di preferenza quale L.104/92 in sede di scelta della provincia Fase 1? Forse sarebbe il caso di tornare a scegliere le sedi in presenza, come in passato”.







