La scuola è ormai ricominciata in tutta Italia, e puntuale come un orologio svizzero è tornata a montare anche quest’anno la polemica in merito al dress code imposto in diversi licei per alunni e docenti. Al bando minigonne, top che lasciano intravedere l’addome, scollature, jeans strappati, infradito, zeppe, cappelli e cappucci in aula, così come unghie troppo lunghe e make-up appariscenti. Sono tantissime le circolari diffuse in diversi istituti superiori che impongono rigide regole sull’abbigliamento che ragazzi e ragazze dovrebbero adottare in classe. A Taormina, addirittura, c’è una scuola che ha distribuito veri e propri depliant in cui vengono illustrati outfit consoni e proibiti.
Restrizioni attive a Bari in diverse scuole già da tempo: al liceo Salvemini sono 12 anni che viene imposto un dress code, ci ha spiegato la dirigente Tina Gismundo. Stessa cosa vale per il liceo Scacchi. Insomma la scuola si conferma un luogo sacro, che deve avere una sua liturgia. Ma abbiamo chiesto agli studenti baresi cosa ne pensano, e se si tratta di divieti che in qualche modo vanno a ledere la loro libertà di espressione.






