Caro case in costante crescita nelle grandi città e Bari non è da meno, confermandosi una delle più care del sud Italia per il mercato immobiliare, sia per la vendita sia per gli affitti, registrando prezzi al metro quadro significativamente più alti rispetto ad altre realtà del meridione, come dimostrato da diversi report di settore. Un trend in aumento soprattutto negli ultimi tempi, anche con tassi superiori alla media nazionale in alcuni periodi, effetto direttamente collegato al fenomeno dell’over tourism che fa schizzare Bari ai primi posti delle classiche nazionali superando, in termini di prezzi al metro quadro, città grandi del sud come Palermo.
Quel che è certo è che se prima trovare una casa a Bari era un’impresa possibile, oggi si può dire che non lo sia per niente: “ E’ un passaggio che tutte le grandi città affrontano quando ad una buona qualità di vita si unisce un buon livello di attrazioni” – racconta l’agente immobiliare, Dario Lasorella, proprietario dell’Agenzia Gabetti nella sede del quartiere Japigia – “È in atto, da un po’ di anni, una grande trasformazione del mercato immobiliare che punta alla riqualificazione di immobili di grande metratura, i quali vengono acquisiti da imprese di ristrutturazione che abbattono il vecchio immobile per tirarne su uno nuovo ma con appartamenti frazionati in unità più piccole. Una modifica resa necessaria dalla domanda sempre più alta di bilocali”. Una richiesta che risponde al cambiamento della società in cui viviamo: “…sempre più persone singles richiedono case piccole – continua l’agente Lasorella – con metrature che non superino i 60 mq, mentre le coppie si spingono massimo entro i 90/100 mq”.
Se è vera la frase di Eliot “Casa è da dove uno inizia”, l’acquisto di un’immobile oggi non è facile, non solo relativamente alla scelta della casa stessa ma soprattutto del prezzo; allora abbiamo chiesto una classifica dei quartieri, dal più gettonato al meno: “In pole position, svetta il quartiere di San Pasquale Alta (per intenderci quello nei pressi del Parco 2 Giugno), segue Carrassi Alta (quella parte di strade a ridosso di piazzetta dei papi) – elenca l’agente – perché sono zone dove il prezzo dell’immobile si aggira intorno ai 2.100 circa €/mq e la qualità di vita dei quartieri per giovani coppie o singles è molto fattibile. Poi arrivano Poggiofranco, Murat e Madonnella, quartieri che detengono il reddito medio più alto dei residenti. Il quartiere di Japigia è in risalita grazie alle ultime costruzioni che si presentano per metratura e servizi, un buon investimento per le famiglie già formate. Fuori classica il Bari vecchia, che vive di vita sua. Fanalino di coda il quartiere Libertà, ritenuto dai nuovi acquirenti, pericoloso, nonostante case e servizi non manchino”. Da questa classifica, restano fuori i quartieri Stanic, San Girolamo, San Paolo e San Cataldo che vengono scelti o riconfermati da quella fascia di popolazione che già vi abita.
Inoltre, negli ultimi anni, nel quartiere Libertà, soprattutto intorno alla zona del Tribunale, si sono avviate imprese di riqualificazioni di molti immobili dismessi nel tempo, i quali alla fine dei lavori, presentano una facciata che riporta alla luce vecchi splendori a causa dell’incuria e della declassificazione che il quartiere ha subito negli anni, rendendolo in alcuni tratti impraticabile e ghettizzato. In riferimento a ciò è facile rilevare come intere vie siano tappezzate di cartelli per vendita. Alzando gli occhi o visitando l’immobile, subito ci si rende conto del motivo per cui restano lì, invenduti. Molti sono senza ascensore, altri versano in una condizione indecorosa che neanche a parole si può raccontare.
Di contro altre vie, sembrano un eden in terra. Ma si sa, il quartiere Libertà è così, un dedalo multisfaccettato dove bellezze e rovine convivono da secoli senza sovrapporsi mai.
Ciò nonostante, Dario Lasorella si dice ottimista: “Sono fiducioso è solo una fase di transito per la nostra città, sono certo che tutto troverà una regolamentazione, a partire dalla questione B&B il cui maestoso proliferare ha creato, senza dubbio, un grande problema per tutta quella fetta di cittadini che non compra ma che va in fitto, molti anche per scelta non solo per mancanza di danaro, considerando i costi di oggi”.








