“E’ stata una bellissima esperienza, io mi sono arricchito moltissimo. L’università è molto solida e credo che siano state messe le basi perché possa decollare ulteriormente”. Lo ha detto il rettore uscente di dell’università Aldo Moro di Bari, Stefano Bronzini, a margine della conferenza stampa di fine mandato. “Auguro a Roberto Bellotti (in carica dal primo ottobre, ndr) che la prossima governance, col suo rettorato, possa vedere decollare ulteriormente questa università”. Bronzini ha chiarito che “l’università del futuro deve mettere in discussione i campanilismi”, ma “essere molto più diffusa nel territorio, anche tematizzando i luoghi di ricerca”.
Poi, ricordato il momento più bello di questi sei anni da rettore: “E’ stato quando sono entrato in aula, avendo mantenuto un insegnamento. Non lo facevo per gli studenti, lo facevo per me, avevo bisogno dell’aula. Il momento più bello di quando sei in aula è l’equivoco: noi pensiamo di insegnare agli studenti, invece sono stato io a imparare moltissimo da loro”.
Il rettore ha anche parlato del ruolo degli atenei pubblici, che “devono essere sempre migliorati costruendo modelli diversi di università pubbliche territoriali. L’università non appartiene ai Comuni e alle Regioni – ha aggiunto -. Siamo fuori dal Novecento e occorrono quindi nuovi modelli anche per quanto riguarda l’università”. Nella conferenza stampa, che ha dedicato all’operatore di Antenna Sud recentemente scomparso, Francesco Saccente, Bronzini ha infine annunciato che gli studenti lo aspettano in aula sin da dopodomani. “Farò un corso di letteratura inglese, come ho fatto in questi sei anni, a cui aggiungo un corso di Teoria dei generi letterari”.







