È arrivato in treno a Bari, proveniente da Roma, Antonio La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla fermato nei giorni scorsi a largo di Gaza e trattenuto in Israele. Ad accoglierlo i genitori, il fratello, una delegazione del Comune e diversi sostenitori della causa di Gaza. All’arrivo del treno sono partiti applausi e cori come “Palestina libera”.
“Non sono ancora riuscito a riposare – le primissime parole – Abbiamo ancora delle persone lì quindi stiamo facendo pressione perché vengono rilasciate il prima possibile. Questo è anche uno dei motivi per cui non abbiamo firmato il rimpatrio. Volevamo rimanere e avere un occhio su quello che accadeva, soprattutto alle persone provenienti dai Paesi più a sud che molto spesso non riconoscono Israele o hanno tagliato ogni rapporto economico”.
L’attivista pugliese ha anche riabbracciato i genitori, preoccupati dopo giorni di silenzio. “Abbiamo trascorso dei giorni e delle ore brutte – hanno detto ai microfoni dei giornalisti – non lo abbiamo sentito perché le comunicazioni erano interrotte, ha buttato il telefono in mare dopo essere stato intercettato”. A chi chiedeva loro se temono una nuova partenza, hanno risposto: “Lo leghiamo al letto”. Poi hanno spiegato di essere felici perché “ha smosso il mondo e quindi non possiamo volere di più. Si può comunque fare anche molto da qua. Lo abbiamo visto stremato, molto molto emaciato”.






