Si pronunceranno il 5 novembre prossimo i giudici del Tar Puglia sul ricorso presentato dalle imprese seconde classificate nella gara per la progettazione esecutiva del Parco della Giustizia (la Coebo di Bari, Guastamacchia di Ruvo, Debar di Bari, Manelli di Monopoli, Itm di Forlì e Macob di Massafra), contro l’aggiudicazione al raggruppamento formato dalla Cobar di Altamura e la Sac di Roma. Nell’udienza di stamattina 8 ottobre, entrambe le parti hanno rinunciato di comune accordo alla sospensiva al provvedimento, attendendo che il 5 novembre si discuta il merito del contendere.
Al raggruppamento temporaneo di imprese COBAR, secondo i ricorrenti, sono stati attribuiti punteggi per alcune azioni migliorative di carattere ambientale (ad esempio la certificazione LEED) che la legge di gara prevedeva espressamente come “non valutabili”. Ma soprattutto la sua offerta nel complesso, finisce per “violare il trattamento minimo salariale dei lavoratori”. Secondo ‘Manelli Impresa Spa, Guastamacchia Spa, Consorzio ITM Scarl, Macob Srl, Coebo Srl, Debar Costruzioni Spa’, per questi due motivi avrebbe dovuto essere esclusa “o, quantomeno, essere soggetta ad un’accurata e pregnante verifica di sostenibilità ed affidabilità”. L’appalto, per un importo complessivo di oltre 305 milioni di euro (più Iva) di cui 3.637 milioni per la progettazione esecutiva ed 301 milioni 626mila euro per i lavori, era stato aggiudicato a luglio scorso al raggruppamento di imprese composto da Costruzioni Barozzi Spa e Sac (Società Appalti Costruzioni) Spa.







