Una condanna a 4 anni di reclusione è stata chiesta dalla Procura di Bari per l’ex presidente e direttore generale della Bcc di Conversano, Donato Venerito, 75 anni, e per l’imprenditore agricolo ed ex consigliere della Bcc Michele D’Attoma, di 63, imputati con Alessandro Venerito, Orlando D’Attoma, 27 anni, e l’ingegnere Orazio Nicola Trisolini, 61 anni, per i quali l’accusa ha chiesto 3 anni. I reati contestati sono concorso in bancarotta e usura bancaria in relazione alla presunta svendita della masseria Del Monte di Conversano che, secondo il procuratore capo Roberto Rossi e il pm Lanfranco Marazia, avrebbe contribuito al crac della Maiora di Vito Fusillo. L’imprenditore del sud est barese, invece, ha scelto di essere processato con il rito ordinario.
Secondo la ricostruzione accusatoria, in cambio della concessione di un mutuo da 2,9 milioni dalla Bcc di Conversano nel 2017 la Maiora Group spa di Fusillo avrebbe ceduto sottocosto la masseria ai figli dei due amministratori dell’epoca, quotandola 500mila euro mentre, secondo la Procura, il valore era di 1,9 milioni. In tal modo, avrebbero dissipato il patrimonio della Maiora, dichiarata poi fallita due anni dopo. Si torna in aula il 28 gennaio 2026 per la discussione delle difese.







