Streghe, maghi, animali notturni che si aggirano all’ombra della Luna per i vicoli delle città vecchie. C’è poco da fare, il mondo della magia, con i suoi personaggi sempre sul filo del rasoio tra sacro e profano, affascina migliaia di persone, specialmente nel periodo di Halloween, quando in moltissimi sono alla ricerca del giusto travestimento per seminare brividi tra dolcetti e scherzetti. E così riemergono le antiche leggende cittadine che attraversano i vicoli di Bari vecchia.
C’è una storia in particolare che serpeggia fin dal Medioevo sotto lo storico arco delle Masciàre che incornicia Corte Cavallerizza, collegando la Cattedrale di San Sabino con il Castello Svevo. La leggenda è nel nome stesso: qui, stando ai racconti tramandati, le “masciàre”, nonché seducenti e bellissime donne baresi con il dono della stregoneria, pare si radunassero di notte per praticare incantesimi d’amore e maledizioni. Amanti e mogli amorevoli di giorno, pronte a raccogliersi sotto l’arco per poi salire sui tetti delle case, spogliarsi di ogni abito e, tra filastrocche incomprensibili, lanciarsi nel vuoto per poi trasformarsi in gatte nere e atterrare a 4 zampe sulle chianche chiare del centro storico.
“Fate il segno della croce e recitate una preghiera se le incontrate,” pare dicessero un tempo le donne del posto, “Solo così potrete spezzare la fattura”. Eppure, il fascino tenebroso di questa leggenda, così come di tante altre, la dice lunga sulla fantasia delle voci che hanno ricamato sulla storia dell’arco delle Masciàre, che invece conserva una verità magica molto diversa e all’insegna dell’amore.
“Nessuna strega o macabra storia di malefici – svela l’esperto di tradizioni baresi Michele Fanelli – si tratta di una donna con doti magiche che ha abitato qui, su questo arco, fino al 1945. Era una fattucchiera buona che faceva magie a fin di bene e inventò una pozione afrodisiaca per le coppie, una sorta di vigoroso zabaione, il primo vero Viagra. Non a caso questo arco della Masciàre ospita il balcone degli innamorati che racconta una curiosa e romantica storia d’amore tra due giovani baresi, molto simile a quella di Romeo e Giulietta”.





